Emergenza sanitaria Coronavirus, i numeri delle ultime 24 ore

Le rilevazioni dell'ISS nelle ultime 24 ore e le ultime decisioni dell'Aifa sulla seconda dose di vaccino in chi ha avuto eventi avversi gravi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:48

Se da un lato calano i positivi, dall’altro aumentano le vittime del Covid in Italia, secondo le rilevazioni delle ultime 24 ore.

Sono infatti 6.860 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 7.826. Sono invece 54 le vittime in un giorno, rispetto alle 45 di ieri.

Sono 293.464 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 265.480. Il tasso di positività è del 2,34%, rispetto al 2,95% di ieri.

Dall’inizio della pandemia i casi in tutto sono 4.524.292, i morti 129.056. I dimessi e i guariti sono invece 4.255.808, con un incremento di 5.494 rispetto a ieri. Gli attuali positivi salgono a 139.428, con un incremento di 1.310 casi nelle ultime 24 ore.

Le decisioni dell’Aifa sui vaccini con reazioni avverse

Dopo le reazioni avverse gravi a carico della sfera coagulativa con prima dose del vaccino anti Covis Vaxzevria di AstraZeneca è possibile il richiamo con vaccino a m-RNA anche negli ultra sessantenni. Lo annuncia l’Agenzia del farmaco (Aifa) sul proprio sito. “Analogamente a quanto già deciso per i soggetti con meno di 60 anni, applicando il principio di massima precauzione, l’Agenzia specifica che, nei soggetti che abbiano presentato reazioni avverse gravi di tipo trombotico o comunque a carico della sfera coagulativa dopo somministrazione di Vaxzevria, si può procedere al richiamo con un vaccino a m-RNA”.

L’Aifa, “a seguito di richieste pervenute da parte di alcune Regioni relativamente agli interventi da adottare a seguito della comparsa di una reazione avversa (ADR) grave dopo la prima dose di un vaccino anti COVID-19 – si legge sul sito dell’agenzia – acquisito il parere della propria Commissione Tecnico-Scientifica, precisa che non è possibile fornire raccomandazioni generali a fronte dell’eterogeneità delle casistiche che necessitano di specifica valutazione clinica. Per le altre casistiche di ADR, si ritiene che, in assenza di dati derivanti da studi ad hoc, non sia possibile esprimere raccomandazioni di carattere generale che prescindano dall’esame delle specifiche ADR e dalla valutazione clinica dei singoli casi”.

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