Emergenza Ecuador, appello missionario per lo tsunami sociale della pandemia

“Andiamo avanti senza certezze”. Il grido di aiuto di un missionario dalla provincia del Guayas. Intanto "dilaga la corruzione", denuncia don Saverio Turato, sacerdote fidei donum a Duràn

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:14

“Un  scandaloso che riempie le pagine dei giornali è la corruzione che imperversa in Ecuador- denuncia don Saverio Turato, sacerdote fidei donum a Duràn, provincia del Guayas-. Numerosi politici e l’ex presidente della Repubblica, Abdalá Bucaram, sono accusati di aver rivenduto farmaci e materiale ospedaliero, rincarando i prezzi agli ospedali pubblici. Speriamo si faccia un po’ di pulizia ed il popolo sviluppi una coscienza critica”.

Sforzo missionario ed emergenza sanitaria

“Da due mesi e mezzo la nostra città è con il semaforo giallo, ovvero le attività commerciali hanno riaperto, ma con la capacità ridotta al 30% per non creare assembramenti. Le chiese anche sono aperte al 30%”, spiega a Fides il missionario. “Andiamo per tentativi nella ripresa delle celebrazioni liturgiche dal momento che molta gente ha paura di riunirsi. Inoltre i bambini minori di 12 anni e gli adulti maggiori di 60 non possono entrare in chiesa. Quindi siamo davvero in pochi.”

Effetti sociali del coronavirus

Sull’evoluzione della pandemia don Saverio osserva: “i contagi continuano anche se si è abbassata la mortalità. La gente purtroppo non obbedisce alle disposizioni e sembra essere tornati alla vita di prima. Feste, calcio e pallavolo in strada e tutti rigorosamente senza mascherina. E solo pochi giorni fa i sindaci sono intervenuti duramente vietando qualsiasi tipo di festa e riunione, tanto pubblica che privata.” E aggiunge il missionario: “Purtroppo c’è stata un’impennata dei contagi a Quito e nelle città delle Ande. Le scorse settimane sono state davvero molto critiche per loro. Addirittura alcuni pazienti venivano trasferiti agli ospedali di Guayaquil. In Ecuador le statistiche ufficiali della pandemia registrano 90.537 contagiati, 13.342 casi attivi, 5.877 morti e 71.318 guariti.

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