Don Buonaiuto a Storie Italiane: “Nessuno faccia finta di non vedere il dolore e lo strazio del fratello che soffre”

Il fondatore di In Terris e sacerdote dell'Apg23 è intervenuto alla trasmissione di Rai 1 Storie Italiane condotta da Eleonora Daniele

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:48

“Possiamo solo immaginare il dolore, il senso di abbandono, che stanno provando le persone anziane colpite dal coronavirus. Probabilmente nei loro confronti si è agito con troppa leggerezza, superficialità e anche disumanità, ma questo sarà la magistratura che dovrà verificarlo”. A parlare è don Aldo Buonaiuto, fondatore del quotidiano online Interris.it e sacerdote della Comunità Papa Giovanni XXIII, intervenuto alla trasmissione di Rai 1 “Storie Italiane”, condotta dalla giornalista Eleonora Daniela.

La strage nelle Rsa

Eleonora Daniele, nella sua trasmissione ha voluto affrontare il tema degli anziani che vivono nelle Rsa, partendo dall’inchiesta condotta su quello che l’Oms ha definito il “massacro delle Rsa”, a partire dalle morti che si sono registrate al Pio Albergo Trivulzio, fatto che ha innescato un’ondata di ispezioni a catena da parte dei Nas. Dalle operazioni degli uomini dell’Arma, è emerso che il 17% delle 601 controllate (104 in tutto) fosse irregolare. “Gli anziani sono coloro che hanno formato questa nazione, noi ereditiamo quello che loro con il loro sudore, la loro fatica, ma anche con il loro amore hanno costruito – ha ribadito don Aldo Buonaiuto – Manca attenzione nei loro confronti, si potrebbe fare molto di più. Bisogna verificare ciò che non è stato fatto e intervenire perché non ci siano altre stragi. Sono le persone più fragili, devono essere soccorsi, curati, messe al primo posto”.

Il dramma dei senza fissa dimora

Un altra problematica affrontata a Storie Italiane è quella delle persone senza fissa dimora, accampati negli angoli delle grande città italiane e, troppo spesso dimenticati dalla società. “Bisogna sottolinearlo come fai sempre tu Eleonora: si tratta di persone come noi, con la nostra stessa dignità – ha sottolineato don Aldo Buonaiuto -. C’è una grande rete di volontari che avvicina queste persone con grande amore. Alcuni reagiscono male, ma non dobbiamo soffermarci su questo. Mi viene in mente ciò che diceva sempre don Oreste Benzi, fondatore della mia associazione: ‘Fanno di tutto per non farsi accogliere e non farsi amare’. Ecco siamo noi che dobbiamo andare da loro“. Lo scorso 31 marzo, Papa Francesco, nel corso dell’omelia alla celebrazione mattutina a Santa Marta, ha pregato per “coloro che sono senza fissa dimora affinché la società si accorga di questa realtà e li aiuti e la Chiesa li accolga”. Una preghiera che risuona più come un appello a non dimenticarsi di tutte quelle persone che la società considera uno scarto. “Ognuno di noi deve fare la sua parte – ha aggiunto don Buonaiuto rispondendo alla domanda della giornalista e conduttrice Eleonora Daniele – Tutti, non solo i cristiani, devono sentire insopportabile questa ingiustizia. In Italia non manca la rete di solidarietà – ha concluso – nessuno deve far finta di non vedere il dolore e lo strazio del fratello che soffre“.

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