Il Governo considera la lotta alle vecchie e nuove dipendenze come una “sfida prioritaria” che esige risposte “concrete e coraggiose”. È questo il messaggio lanciato dalla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenuta alla Conferenza Nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma. Il Premier ha messo in luce un “cambiamento profondo dello scenario” sociale, accentuato dalla pandemia di Covid-19, che vede le dipendenze classiche intrecciarsi a nuovi fenomeni come la depressione giovanile, il bullismo e i rischi legati all’uso degli strumenti digitali.
Insieme si può
Meloni ha invitato tutti gli attori in campo ad affrontare il tema con “umiltà“: l’umiltà di ammettere che la rapidità dei processi sociali impedisce di avere tutte le risposte immediate e l’umiltà di “mettersi insieme e confrontarsi”. Lo Stato, ha assicurato il Premier, non si limiterà a fornire solo risorse economiche, ma vuole costruire un “metodo di lavoro fondato sul confronto e sulle responsabilità. Il lavoro funziona se è di squadra, collaborando insieme pubblico e privato”, ha affermato Meloni, estendendo l’invito al coinvolgimento attivo anche del mondo dei media. “Fare gioco di squadra non significa annullare le metodologie, ma valorizzare le sinergie verso l’unica finalità che è tutelare i giovani dalle dipendenze”.
Nessun ragazzo sarà abbandonato
Il Presidente del Consiglio ha infine sottolineato come l’Italia sia un modello di collaborazione e sinergia che viene osservato da molte nazioni. Concludendo il suo intervento infatti , Meloni ha citato il poeta Rondoni, ricordando che alcune sfide “esigono un cuore ferito” e definiscono il senso stesso che diamo alla vita. La promessa è solenne: “droghe e dipendenze non avranno l’ultima parola, nessun ragazzo, operatore, volontario sarà abbandonato a se stesso”. Il Governo si è dichiarato pronto a rendere immediatamente operative tutte le proposte concrete che emergeranno dalla Conferenza.

