Di Maio: “Cultura e lingua italiana base per rilancio economico del Paese”

Al via la XX Settimana della Lingua italiana nel mondo dedicata alla letteratura per l'infanzia nel centenario della nascita di Gianni Rodari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:42

“Sappiamo tutti quale sia il fascino della lingua italiana nel mondo. Per questo” la Settimana della lingua italiana “rappresenta lo strumento più importante di promozione del vivere all’italiana in tutte le sue sfaccettature, nonché un elemento fondamentale per il nostro soft power”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, all’inaugurazione della XX Settimana della Lingua italiana nel mondo dedicata quest’anno, nel centenario della nascita di Gianni Rodari, al fumetto, alla novella grafica e alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza.

La lingua italiana nel mondo

Un settore, ha sottolineato Di Maio riportato da Ansa, “con un fatturato di 3 miliardi di euro all’anno e che dà lavoro a 10 mila persone” e che ha, come tanti altri, subito “durissime conseguenze della pandemia”.

La Settimana della Lingua italiana “rappresenta da 20 anni il più importante appuntamento per celebrare l’italiano ovunque sia coltivato, amato, studiato“, ha aggiunto il ministro nel suo intervento alla Farnesina, ringraziando le ambasciate, le sedi consolari e gli istituti di cultura dell’Italia per l’organizzazione dei numerosi eventi – di cui la maggior parte in formato digitale a causa della pandemia – grazie ai quali “il messaggio del valore della nostra lingua arriva in ogni angolo del mondo”.

XX Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

Rilancio economico

“La cultura, la bellezza, l’eccellenza restano gli ingredienti base anche del rilancio economico del nostro Paese perché rappresentano un elemento di attrazione per tutti coloro che guardano all’Italia”, anche in chiave turistica, un altro settore danneggiato dalla crisi del Covid, ha proseguito Di Maio.

“Sono convinto che manifestazioni come questa possano offrire un sostegno concreto al nostro Paese per preservare il suo ruolo di portavoce universale della cultura e delle belle lettere. Ed è proprio in una fase difficile come quella che stiamo vivendo – ha concluso – che il mondo ne ha più bisogno”.

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