De Palo a Interris.it: “Stop alla discriminazione fiscale delle famiglie”

Intervista di Interris.it al presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo: “Nell’emergenza sanitaria le famiglie hanno tenuto in piedi il Paese ”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:48

Gigi De Palo, presidente del Forum Famiglie, lancia, in questa intervista a Interris.it, un forte appello alla politica e alle parti sociali.

L’impegno di De Palo

“Con l’emergenza sanitaria sono venuti al pettine i nodi di quarant’anni di mancate politiche della famiglia”, afferma a Interris.it Gigi De Palo. Assegno unico-universale, family act, una politica seria per la natalità e una vera riforma fiscale per mettere fine ad anni di discriminazione verso le famiglie italiane. Gigi De Palo esorta la politica e le parti sociali a mettere al centro le famiglie, attraverso un patto che unisca le forze vive del Paese. Con l’obiettivo di individuare risorse per la famiglia, l’attenzione del Forum è alla legge di bilancio.

In questo momento così complicato qual è lo stato d’animo delle famiglie?
“Abbiamo appena realizzato una vasta indagine statistica da cui emerge lo stato d’animo particolare delle famiglie italiane. Da un lato hanno una grandissima preoccupazione per la situazione economica e per il lavoro. Dall’altro hanno la forte e chiara consapevolezza che senza famiglie sarebbe crollato il Paese”.

A cosa si riferisce?
“Durante il lockdown le famiglie hanno svolto tra le mura domestiche un ruolo colossale nell’educazione, nella sanità in casa, nella didattica a distanza, nel fare la spesa agli anziani. Le famiglia hanno dato un grande contributo e, alla fine, se il sistema Paese ha retto lo si deve a loro”.

Papa Francesco ha detto che peggio della pandemia c’è solo non imparare la sua lezione
“Di questo periodo difficilissimo deve restare anche qualcosa di positivo. E cioè nel confinamento domestico sono migliorate le relazioni di coppia e il rapporto con i figli lo rivelano i dati di un’indagine che come Forum abbiamo condotto insieme a Rcs. Ora c’è preoccupazione per il  futuro, ma anche la consapevolezza del valore di vivere più tempo in casa, in famiglia”.

Quali sono state le carenze dei governanti?
“Sicuramente non è facile governare in un tempo simile, però sono stati fatti gravi errori. Sono stati stanziati 100 miliardi di euro: 55 in un decreto e 25 nell’altro. Ma si sono dati aiuti senza considerare le famiglie per quello che sono realmente. Il governo chiede al Parlamento un ulteriore scostamento di bilancio di altri 20 miliardi. Non vorrei che anche questa volta alle famiglie arrivassero solo le briciole”.

In che senso?
“Le famiglie non sono state considerate come soggetti sociali, bensì come la somma di contratti di lavoro che abitano nella stessa casa. La famiglia è stata erroneamente vista come il luogo a cui rivolgere banalmente il bonus baby sitter e il bonus vacanze. Ma questo non vuol dire sostenere e aiutare la famiglia”.
Cosa è stata la famiglia in pandemia? 
“Il luogo nel quale si è portato avanti il welfare che comuni, regioni e Stato non riuscivano a garantire. Durante il lockdown e dopo la fine del confinamento domestico, in famiglia si è continuato a lavorare e rispondere alle paure e alle angosce dei figli”.

Ora si teme un autunno caldo con la crisi occupazionale e la fine della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti
“L’autunno si annuncia particolarmente caldo forse perché sono state solo spremute le famiglie, considerando come soggetto a cui rivolgersi solo il lavoratore il lavoratore in quanto tale. Ma le famiglie non sono un insieme di contratti. Negli Stati Uniti, in Germania e in molti altri paesi sono stati messi soldi  in tasca alle famiglie tenendo conto del numero dei figli. Oltreché più equo, è un sistema più semplice e diretto per arginare i devastanti effetti sociali ed economici della pandemia”.

E’ un ritardo accumulato negli anni?
“In 40 anni non si è fatto nulla di concreto e si è sempre data per scontata la famiglia. Il crollo demografico è gravissimo e già nel 1987 sui giornali si lanciava lo stesso allarme. Solo che le cose sono andate molto peggiorando e le culle sono molto più vuote di quello che si immaginava allora”.
Cosa ferisce maggiormente le famiglie?
“In Italia c’è una sistematica discriminazione fiscale che umilia le famiglie. C’è uno sfruttamento costante, continuo delle famiglie. Su 10 malati di Alzheimer 8 sono in carico alle famiglie. L’emergenza coronavirus ha dimostrato che se si toglie ciò che le famiglie fanno in silenzio nelle loro case non romane nulla. In Italia se si tolgono le famiglie e l’associazionismo non si saprebbe come dare risposte su nulla: accoglienza dei migranti, adozioni, disabilità, affido”.

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: [email protected]
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.