Dazi, peggior settimana per i mercati europei dal 2022

Gli esperti stanno valutando i rischi di una recessione globale e di una nuova fiammata dell’inflazione

povertà
© Csaba Nagy da Pixabay

Le principali Borse mondiali peggiorano ancora con i timori di una recessione globale, dopo i dazi decisi da Donald Trump ed i rischi di una guerra commerciale.

La situazione

I mercati sono ancora sotto scacco dopo l’avvio dei dazi decisi da Donald Trump. Dopo il tonfo di Wall Street della vigilia e la sofferta seduta in Asia, i principali listini europei si avvia a concludere la peggior settimana dal 2022. Sul fronte valutario, invece, il dollaro recupera terreno rispetto alle principali valute internazionali. I rischi di una recessione mettono in difficoltà anche i titoli di Stato, con i rendimenti che registrano un discreto calo. Nel Vecchio continente lo stoxx 600, che raccoglie 600 delle principali capitalizzazioni europee, lascia sul terreno il 2,2%, e scende ai minimi da gennaio scorso. E così l’indice si avvia verso ad un calo complessivo del 5% in una settimana. Numeri negativi che non si vedevano da tre anni. A indossare la maglia nera è Milano che lascia sul terreno oltre il 7%  bruciando, a metà seduta, già 61 miliardi di capitalizzazione. Male anche Madrid (-3,9%), Francoforte (-2,4%), Parigi (-2%), Londra (-1,8%). In calo i future americani con il Dow Jones in flessione dell’1%, il Nasdaq dello 0,6% e lo S&P dello 0,8%.

Gli scenari

In caduta libera le banche, mentre si valutano i rischi di una recessione globale e di una nuova fiammata dell’inflazione. Uno scenario che porterebbe a “serie difficoltà per molte aziende a livello globale” spiegano gli analisti. C’è attesa, intanto, per la riunione dei “ministri del commercio europei per discutere degli spazi di negoziazione e delle contromisure potenziali, con Trump che ha dichiarato di essere aperto a ridurre i propri dazi se gli altri Paesi faranno qualcosa di fenomenale”, sottolinea Mps market strategy. Un contesto che ha scatenato una violenta corrente di vendita che ha interessato in modo particolare le banche. A Piazza Affari in profondo rosso Mps, Unicredit e Bper che lasciano sul terreno oltre l’11%. Male anche Banco Bpm, Popolare Sondrio e Intesa, in flessione del 10%. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund sale a 123 punti, con il rendimento del decennale italiano che scende di cinque punti al 3,71% e quello tedesco di 16 punti al 2,48%. I rischi di recessione di abbattono anche sul comparto azionario dell’energia (-3,4%) che risente del forte calo del petrolio e del gas. Il Wti cede il 3,1% a 64,86 dollari al barile e il Brent a 68,04 dollari (-3%). Ad Amsterdam le quotazioni del gas scendono del 4,3% a 37,51 euro al megawattora.

Fonte: Ansa

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