“La situazione è grave e preoccupante”. Con queste parole il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha descritto l’evolversi della crisi in Iran, intervenendo a Bologna dopo un videocollegamento convocato dalla premier Giorgia Meloni con i ministri competenti e i vertici dell’intelligence. Al centro dell’attenzione del governo la sicurezza dei connazionali ancora presenti nel Paese, stimati in alcune centinaia. Mantovano ha sottolineato la rapidità degli sviluppi e la necessità di riunioni costanti per seguire passo passo una situazione internazionale in continuo e delicato mutamento.
Le parole del sottosegretario Mantovano
“La situazione è grave e preoccupante”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, intervenendo a Bologna nella sede di Illumia, dopo le prime notizie sull’attacco in Iran e le conseguenti reazioni militari partite dal territorio iraniano. “Le prime notizie le avete tutti ascoltate e avete ascoltato anche le prime reazioni militari che partono dal territorio iraniano”, ha detto Mantovano, sottolineando la rapidità con cui si sta evolvendo il quadro internazionale. Il sottosegretario ha riferito che pochi minuti prima del suo intervento si è concluso un videocollegamento convocato a livello governativo. Alla riunione hanno preso parte, oltre al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i due vicepresidenti del Consiglio, il ministro della Difesa, i vertici dell’intelligence, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanbattista Fazzolari e lo stesso Mantovano. “Immagino che ce ne saranno più di una nel corso di questa giornata e anche nei prossimi giorni per seguire passo passo la situazione”, ha aggiunto Mantovano.
Il pensiero rivolto ai connazionali
“Una cosa che ci preoccupa nel quadro di generale preoccupazione, è la sorte dei nostri connazionali presenti in Iran“, ha spiegato Mantovano. L’ambasciata italiana, come quelle dei principali Paesi occidentali, aveva già fortemente ridotto il proprio personale nelle settimane passate, ma nel Paese restano comunque “qualche centinaio di italiani”. “Credo che qualsiasi parola in più sia fuori luogo e mi consentirete di non aggiungere altro”, ha concluso il sottosegretario.
Fonte Ansa

