Coronavirus, l’Ambasciata: “Nessun volo per italiani bloccati in Marocco”

Ieri Alitalia aveva annunciato dei voli speciali per favorire il rientro dei turisti italiani bloccati all'estero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:15

Non c’è nessun volo Alitalia in programma per i turisti italiani bloccati in Marocco. E’ quanto ha comunicato l’Ambasciata d’Italia a Rabat, smentendo la notizia diffusa da Alitalia secondo cui “un volo per i rimpatri dal Marocco sarà effettuato giovedì 19 marzo”. In base a quanto riportato dall’Ansa, infatti, l’aviazione civile marocchina non avrebbe autorizzato per il momento alcun atterraggio di velivoli in arrivo dall’Italia.

Il caso

Nella giornata di ieri, infatti, Alitalia aveva diffuso la notizia di voli speciali per facilitare il rientro in Italia di migliaia di connazionali che si trovano all’estero. La compagnia aerea aveva annunciato un volo per i rimpatri dal Paese africano in programma per giovedì 19 marzo. Ma già dallo scorso 15 marzo, il Marocco ha sospeso – fino a nuovo ordine – tutti i voli internazionali. A comunicarlo il ministro degli Affari esteri, sottolineando che la decisione si inserisce nel quadro delle misure di prevenzione contro il coronavirus.

La situazione nel Paese africano

Secondo le ultime informazioni, le infezioni da coronavirus in Marocco sono 29. In 103 sono risultati negativi, mentre 350 sono finiti in quarantena per aver frequentato persone infette. I casi accertati di coronavirus sono principalmente ricoverati negli ospedali di Casablanca, Agadir, Marrakech e Fes. Tra i ricoverati anche una bambina di nove mesi. Il re del Marocco ha stanziato un fondo di stato da un miliardo per rafforzare le misure di contrasto alla diffusione del Covid-19.

Chiudono i luoghi pubblici

Intanto, le autorità marocchine hanno chiuso bar, ristoranti, hammam e luoghi di incontro pubblici, così come le moschee. Saranno garantiti approvvigionamenti dei beni di prima necessità. Sono stati inoltre sospesi eventi in programma fino al prossimo giugno, incluso il Festival Mawazine, tradizionale appuntamento di world-music che dal 2001 raduna migliaia di giovani tra Rabat e Sale. A centinaia gli appelli via social, diffusi in rete, per invitare tutti a stare a casa e suggerire al governo di imporre una quarantena nazionale di 15 giorni.

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