Coronavirus, Istat: “Ai minimi il clima di fiducia”

"Livelli particolarmente bassi sia per le imprese sia per i consumatori, portandosi sui valori registrati, rispettivamente, a giugno 2013 e gennaio 2015"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:59

A marzo clima di fiducia di consumatori e imprese in forte calo per effetto della pandemia da coronavirus. Lo comunica l’Istituto nazionale di statistica (Istat). A marzo, infatti, il clima di fiducia dei consumatori diminuisce da 110,9 a 101, mentre l’indice composito del clima di fiducia delle imprese scende da 97,8 a 81,7. L’indice tocca “livelli particolarmente bassi sia per le imprese sia per i consumatori, portandosi sui valori registrati, rispettivamente, a giugno 2013 e gennaio 2015″, sottolinea l’Istituto di statistica. Tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori sono in flessione, segnala l’Istat. Più in dettaglio, il clima economico passa da 121,9 a 96,2, il clima personale cala da 107,8 a 102,4, il clima corrente flette da 110,6 a 104,8 e il clima futuro decresce da 112,0 a 94,8. Per quanto riguarda le imprese, le stime dell’Istituto di statistica evidenziano un calo molto ampio della fiducia soprattutto nei servizi (l’indice passa da 97,6 a 79,6), nel commercio al dettaglio (da 106,9 a 97,4) e nella manifattura (da 98,8 a 89,5). Nel settore delle costruzioni, l’indice di fiducia registra una flessione decisamente più contenuta passando da 142,3 a 139,0.

Effetto coronavirus

“Per quanto attiene alle componenti dell’indice di fiducia, nell’industria manifatturiera – spiega ancora l’Istat – peggiorano i giudizi sugli ordini e le scorte di prodotti finiti sono giudicate in lieve accumulo; le attese di produzione subiscono un drastico ridimensionamento. Per le costruzioni, l’evoluzione negativa dell’indice è determinata dal peggioramento dei giudizi sugli ordini e, soprattutto, dalla diminuzione delle attese sull’occupazione presso l’impresa. Nei servizi di mercato – prosegue – la brusca diminuzione dell’indice è determinata dalle aspettative sugli ordini che sono in forte diminuzione. Per quanto riguarda il commercio al dettaglio, i giudizi sulle vendite sono in lieve aumento, le scorte sono giudicate in decumulo e le attese sulle vendite registrano una forte caduta. A livello di circuito distributivo, i giudizi sulle vendite sono in miglioramento sia nella grande distribuzione sia in quella tradizionale; la flessione delle attese sulle vendite è più contenuta nella distribuzione tradizionale“. “L’emergenza sanitaria e le conseguenti misure di contenimento adottate dal Governo per limitare il contagio – osserva l’Istat nel commento – hanno pesantemente influenzato il clima di fiducia degli operatori economici (la rilevazione dei dati è stata effettuata tra il 2 e il 13 marzo 2020), che nel mese di marzo raggiungono livelli particolarmente bassi sia per le imprese sia per i consumatori, portandosi sui valori registrati, rispettivamente, a giugno 2013 e gennaio 2015″.

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