Cop30, lanciato il fondo ambientale per i rifugiati

L'Unchr presenta in Brasile il fondo di protezione ambientale per rifugiati che prevede operazioni di riforestazione da parte di comunità di sfollati

Sarà l’Amazzonia il teatro del primo intervento del progetto globale di un fondo di protezione ambientale per rifugiati. Lo ha lanciato a Cop30 in Brasile l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) per restaurare vegetazione degradata e rendere disponibile a sempre più persone l’energia di fonti rinnovabili. 

Finanza climatica e riforestazione

Parte dall’Amazzonia il nuovo progetto globale del Fondo di Protezione Ambientale per
Rifugiati dell’Unhcr, che integra finanza climatica e azioni di riforestazione condotte da comunità di sfollati in Sudamerica, Ruanda e Uganda, con l’obiettivo di restaurare oltre 100 mila ettari di vegetazione degradata nei prossimi dieci anni e ampliare l’accesso all’energia pulita per un milione di persone.

In terra indigena

L’intervento in Brasile – nello Stato di Roraima – è stato presentato alla Cop30 a Belém. Qui il Fondo opererà nella Terra Indígena São Marcos, area amazzonica di 650 mila ettari abitata da popolazioni indigene e da rifugiati venezuelani.

Fonte Ansa

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