Conte punta sugli Stati generali ma sulla fase 3 incombono i dossier Atlantia e Mes

Mentre gli imprenditori lamentano problemi di liquidità e di ritardi nell'erogazione dei prestiti, la maggioranza si spacca sulle strategie per il rilancio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:28
Italia viva in questa fase appoggia l’operato del premier in attesa del piano shock e del family act ma pure il decreto semplificazioni è destinato a slittare. La preoccupazione maggiore nel fronte rosso-giallo è legata alla tenuta del Movimento 5 stelle che ufficialmente resta sulle sue posizioni sia sulla revoca della concessione delle autostrade ad  Atlantia sia sul no al Mes. Il pericolo è che in Parlamento al momento clou possano registrarsi delle defezioni.  La convocazione degli Stati generali dell’economia e l’illustrazione del “Recovery plan”, secondo fonti Pd riportate dall’Agi, sono state delle iniziative “unilaterali”, “delle uscite a freddo”. Non ci sarebbe stata una preventiva convergenza neanche sugli inviti al tavolo che si dovrebbe tenere a metà della prossima settimana.

Aspettative

Che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte voglia guidare il processo dalla “fase 2” alla “fase 3” nel Pd e in Italia viva viene considerato “legittimo” ma la richiesta pervenuta dagli alleati al premier, già dal momento degli annunci fatti in conferenza stampa tre giorni fa, è quella di condividerne il percorso, senza creare eccessive aspettative in un momento in cui le parti sociali premono per risolvere i problemi sul tavolo, con nodi ancora che devono essere sciolti. Ecco il motivo per cui, riporta l’Agi, al vertice dei capi delegazione che si è tenuto ieri a palazzo Chigi, l’invito arrivato al presidente del Consiglio sarebbe stato quello di scrivere insieme il “piano di Rinascita“, di puntellarlo con contenuti e di chiudere allo stesso tempo i dossier ancora aperti. Invito rivolto pure dal capo delegazione del Pd, Dario Franceschini che avrebbe chiesto al premier di valutare insieme tempi e modi dell’iniziativa, evitando fughe in avanti.  Lo stesso vice segretario del Pd Orlando parla di “idea poco felice” mentre il Movimento 5 stelle avrebbe difeso le prerogative del premier. Anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, presente alla riunione, avrebbe spiegato che, trattandosi di Stati generali dell’Economia, l’interlocuzione con le categorie dovrebbe coinvolgere in primis il dicastero dell’Economia. Una rivendicazione del ruolo, dunque, per una operazione che rischia, secondo i maggiorenti dem, di non essere preparata bene e di non essere compresa. Anche perché la “querelle” sorta nei giorni scorsi con il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi che ha accusato il governo di fare più danni del coronavirus (con relativa replica del premier) ha creato una distanza con gli imprenditori che già lamentano un problema di liquidità e di ritardi nell’erogazione dei prestiti.

Fibrillazioni

Alla fine la mediazione raggiunta nel governo punta su un percorso di collegialità: Conte e Gualteri lavoreranno a definire per lunedì l’agenda degli Stati generali, chi dovrà partecipare all’evento e i punti del programma del “Recovery plan”. Nella riunione di ieri a palazzo Chigi anche il ministro Teresa Bellanova avrebbe rimarcato la necessità di fare sintesi, di accelerare sullo sblocco dei cantieri e di trovare una “quadra” sulle questioni legate ad Ilva, Alitalia e Autostrade. Sul tema della concessione una decisione deve arrivare entro breve ma alla riunione si sarebbe deciso di prendere tempo, di discuterne la prossima settimana. Nella maggioranza e nel governo si ribadisce che le fibrillazioni non sono destinate a portare ad alcuna spaccatura. “La discussione è accesa ma ci sono tutti i margini per risolvere le questioni“, spiega una fonte ministeriale. Le tensioni restano sul campo, perché il presidente del Consiglio, evidenzia l’Agi,  ha ribadito che il piano c’è e che intende portarlo avanti. Diversi “big” dem lamentano, tra l’altro, il fatto che Conte abbia deciso di avocare a sè anche gli altri dossier. E di “coprire” eccessivamente le posizioni dei Cinque stelle. Per esempio sul Mes. Ieri il segretario del Nazareno, Zingaretti, in una lettera al “Sole 24 ore”, ha ribadito la necessità di attingere al fondo Salva Stati. Ma il premier intende prendere tempo sul prestito. Nessuno del Movimento 5 stelle è intervenuto dopo l’intervento del presidente della Regione Lazio. Un segnale che viene ritenuto in qualche modo positivo da Pd e Iv, anticamera di una “desistenza” pentastellata, quando in Parlamento dovrebbe arrivare il pacchetto Ue. Una partita che si giocherà a luglio. “Ci sono i tempi per rimandarla in attesa che si definisca il quadro del “Recovery fund”, spiega una fonte all’Agi. “Ma se i voti di Forza Italia – spiega un’altra fonte dem – dovessero sostituirsi a quelli del Movimento 5 stelle sarebbe un problema per l’intera maggioranza“.

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