Confiscati 100 milioni di beni a imprenditore legato ai Casalesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:06

Beni per 100 milioni sono stati confiscati dalla Dia di Napoli ad un imprenditore legato al clan dei Casalesi. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, riguarda Alfonso Letizia, 75enne con interessi nella produzione e vendita di calcestruzzo. Tra i beni sequestrati, ci sono sei aziende del settore edile e immobiliare, 70 tra immobili, terreni e fabbricati in provincia di Caserta e Modena, 28 tra auto e moto, e diversi rapporti finanziari. Letizia fu arrestato dalla Dia nel 2011 nell'ambito di un'operazione – denominata “Il Principe e la (scheda) ballerina” – che aveva portato alla luce i rapporti tra i Casalesi e i politici di Casal di Principe. Le indagini odierne hanno consentito non solo di ricostruire il suo reale assetto patrimoniale, ma anche di delineare – si legge nel comunicato – la sua “pericolosità qualificata”, derivante dai rapporti emersi con il clan dei casalesi, fazione “Schiavone”, nel delicato e strategico settore della produzione e fornitura del calcestruzzo. Nella relativa inchiesta giudiziaria, infatti, per la quale Alfonso Letizia era stato arrestato dalla Dia nel 2011 su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, erano emersi gli intrecci illeciti del ceto politico di Casal di Principe con l’ala militare e imprenditoriale del clan dei casalesi, fazioni “Schiavone” e “Bidognetti”, che si concretizzavano attraverso l’appoggio ai candidati indicati dall’organizzazione in occasione di consultazioni elettorali, in cambio dei successivi benefici economici garantiti dall’aggiudicazione di appalti, di assunzioni di personale compiacente, nonché di apertura di centri commerciali. Nel contesto descritto, il Letizia era considerato il riferimento della famiglia “Schiavone”, poiché metteva stabilmente a disposizione dell’organizzazione i propri impianti di produzione del calcestruzzo e le proprie strutture societarie ottenendo, di contro, l’ingresso nel cartello delle aziende oligopoliste che l’associazione imponeva sui cantieri presenti nel mercato casertano.

Il clan dei Casalesi

l clan dei casalesi è uno dei più potenti clan camorristici e una delle più potenti organizzazioni criminali del mondo. Originario di San Cipriano d’Aversa, il clan fu formato nella seconda metà del XX secolo. Oltre che nella provincia di Caserta, il clan risulta attivo anche nel Lazio meridionale, Puglia, Piemonte settentrionale, Molise, Toscana, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia ed Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Modena e Reggio Emilia, nonché in altri Paesi del mondo, come la Spagna, dove gestisce un canale di distribuzione della cocaina proveniente dal sud America, in Germania, in Romania ed infine negli Stati Uniti d'America. Non solo gestisce il traffico di droga proveniente dal Sud America, ma anche in altri Paesi dell'Unione europea, in particolare in Polonia, dove gestisce il contrabbando di sigarette. Invece in Romania, Bulgaria e Ungheria gestisce la prostituzione, il traffico di droga, l'edilizia, centri benessere ed il riciclaggio di denaro, investendolo in attività legali.

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