Conciliazione vita-lavoro: 7,5 milioni per le aziende che favoriscono l’equilibrio tra famiglia e professione

Il dipartimento per le Politiche della famiglia e Unioncamere mettono in campo 7,5 milioni per le aziende che promuovono la conciliazione tra lavoro e vita famigliare

lavoro
Foto di Anrita da Pixabay

Progredire verso la conciliazione tra lavoro e vita familiare sostenendo quelle imprese che organizzano per rendere concreto il work-life balance. Il dipartimento delle Politiche per la famiglie e Unioncamere lo fanno con risorse per 7,5 di euro per affiancare le imprese nel percorso di favorire la genitorialità e tengono conto delle esigenze dei dipendenti, con l’obiettivo di adottare la certificazione collegata alla nuova prassi. La conciliazione tra lavoro e vita familiare è un pilastro essenziale nel sostegno alle famiglie ed è un fattore di sviluppo sia economico che sociale”, sottolinea la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella.

Le risorse

Un intervento da 7,5 milioni di euro “per accompagnare le aziende nell’adozione di una nuova certificazione strutturata proprio intorno alla conciliazione vita-lavoro, alla quale il governo ha associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali”. E’ l’iniziativa messa in campo dal dipartimento per le Politiche della Famiglia e il dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme a Unioncamere, “per consolidare questo legame tra benessere dei lavoratori e produttività”. Inoltre dà attuazione al Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e alla Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, “con il preciso obiettivo di portare 1.000 imprese a conseguire la certificazione nell’arco di un anno”.

Pilastro delle famiglie e fattore di sviluppo

“La conciliazione tra lavoro e vita familiare è un pilastro essenziale nel sostegno alle famiglie ed è un fattore di sviluppo sia economico che sociale”, sottolinea la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella. “La costruzione – prosegue – di ambienti di lavoro accoglienti per i genitori, e in particolare per le mamme che più risentono delle difficoltà nella conciliazione, non è una spesa a fondo perduto ma un investimento fruttifero per tutti: per le famiglie, per le imprese, per la società nel suo complesso”. “Investire nel benessere organizzativo non è un’attività accessoria, ma una leva strategica che incide direttamente su produttività, attrazione dei talenti, innovazione e reputazione”, aggiunge il presidente di Unioncamere, Andrea Prete.

Le linee d’azione

“Il fulcro del programma – si legge in una nota – è rappresentato dalla prassi di riferimento UNI/PdR 192:2026, la specifica tecnica che definisce i requisiti e gli indicatori di performance (KPI) per i sistemi di gestione volti alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Attraverso l’Avviso pubblico, le aziende con sede e attività in Italia e almeno un dipendente – con una quota di riserva del 60% destinata alle micro, piccole e medie imprese – potranno accedere a contributi a fondo perduto erogati sotto forma di servizi gratuiti, finalizzati ad assistere e accompagnare le imprese nel raggiungimento della certificazione collegata alla nuova prassi. L’agevolazione prevede due linee d’azione tra loro complementari. La prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale. Per fornire questo supporto, Unioncamere istituirà un apposito elenco di esperti qualificati – sia singoli professionisti sia soggetti collettivi come società di consulenza e reti d’impresa – selezionati tramite un avviso pubblico che ne accerta l’esperienza nei sistemi di gestione o nella conciliazione vita-lavoro. La seconda linea copre invece i costi per il rilascio della prima certificazione della conciliazione vita-lavoro. Le imprese beneficiarie dovranno scegliere l’Organismo di Certificazione accreditato tra quelli iscritti all’Elenco ufficiale. Il contributo per la certificazione varia in base alla dimensione aziendale (misurata in addetti) fino a un massimo di 12.000 euro per impresa. Per accedere alle agevolazioni, le imprese dovranno superare un test di autovalutazione online volto a verificare il livello di maturità aziendale sui temi della conciliazione“. Le domande di partecipazione dovranno essere trasmesse tramite la piattaforma Restart di Infocamere a partire dalle ore 10 del 21 settembre 2026.

Fonte Ansa

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