Si è svolto questa mattina in Vaticano l’incontro tra Papa Leone XIV e i promotori e artisti del “Concerto con i Poveri“, l’evento benefico giunto alla sua sesta edizione, in programma domani pomeriggio nell’Aula Paolo VI. Il Pontefice ha elogiato l’iniziativa, definendola “una felice intuizione di Papa Francesco” che sta diventando una “bella tradizione” in preparazione al Santo Natale, sottolineando come l’arte e la musica siano una “via di bellezza che conduce a Dio” e una “forma d’amore per i piĂą fragili“. Il Papa ha esortato i partecipanti a “cantare bene” e “con il cuore”, richiamando Sant’Agostino sul ruolo centrale della musica nella “esperienza cristiana” e nella liturgia, dove non deve essere un “semplice sottofondo”, ma deve “elevare l’animo per condurlo quanto piĂą vicino possibile al mistero che si celebra”.

La musica salva chi la fa e chi la riceve
Nel pomeriggio in Sala Stampa della Santa Sede si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del concerto. Mons. Marco Frisina, compositore, direttore del Coro della Diocesi di Roma e tra i principali promotori, ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa, nata nel 2015 con l’obiettivo di offrire ai poveri qualcosa che “di solito non ricevono”: la bellezza della musica e la presenza di star internazionali. “La musica è capace di dare al cuore delle persone una ricchezza straordinaria che, condivisa con i poveri, diventa ancora piĂą grande. Questa esperienza ci fa crescere nella consapevolezza che la musica salva, non solo chi la riceve, ma anche chi la fa”. Frisina ha evidenziato l’emozione nel vedere la partecipazione di artisti di fama mondiale e ha confermato che il desiderio è che i poveri siano in “prima fila, come desiderato da Madre Teresa”, con il Papa posizionato subito dietro di loro. “Poter cantare con tremila poveri davanti è la gioia di fare musica e di poterla donare. La bellezza di poter dare un abbraccio insieme, con un coro e orchestra di quasi 300 persone, la bellezza di fare insieme la musica e farla diventare un gesto d’amore, è l’emozione piĂą bella che si possa sperimentare

La musica è un dono di Dio
Visibilmente emozionato, il celebre cantante canadese Michael BublĂ© ha definito la musica “un dono di Dio” e ha espresso il suo onore nel celebrare in questo modo il Santo Natale. “Quando sento la musica sento la voce di Dio. In ogni momento la fede mi aiuta. La mia musica si basa su amore e speranza. Viviamo in un mondo cinico, ci sono tante difficoltĂ per tante persone e c’è tanto buio attorno a noi, ma se tu hai fede e hai la luce dentro te puoi trovare la tua via”. E ha inoltre rivelato uno dei brani a cui tiene molto: “Il Santo Padre mi ha chiesto di cantare alcune canzoni, tra cui l’Ave Maria. Ho cantato questo brano solo una volta, quando me l’ha chiesto ero un po’ nervoso, ma poi mi sono reso conto che sarò affiancato da una importante orchestra: tutta la paura si è trasformata in gioia. La scaletta prevede diversi brani richiesti dal Santo Padre, penso che abbia un buon gusto musicale”

Come un grande abbraccio
L’attrice e cantante Serena Autieri, reduce dalla partecipazione dell’anno scorso, ha parlato dell’emozione potente del concerto, accentuata quest’anno dalla presenza di BublĂ© e della sua famiglia. Ha sottolineato il significato della presenza del Papa. “Per noi domani il Papa sarĂ presente come un abbraccio. La sua presenza riempirĂ di significato tutto quello che stiamo mettendo in scena per coloro che sono meno fortunati, invisibili, ma che cercheremo di rendere visibili”. L’artista ha evidenziato il connubio tra “arte e solidarietĂ ” come elemento che dĂ “un senso a quello che facciamo”, confermando che canterĂ “Quando nascette ninno”, una nota melodia natalizia in napoletano.

