Coldiretti: a Pasqua resteranno “a digiuno” 5,6 milioni di poveri

Allarme Coldiretti: 1 milione di poveri in più in Italia rispetto al 2020. Senza turismo a rischio 5mila tesori alimentari dei borghi d’Italia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:47
Vangelo

Ben 5,6 milioni di italiani che vivono in povertà assoluta saranno costretti al “digiuno” nelle festività pasquali. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti pubblicata oggi, 2 aprile, in occasione del Venerdì Santo.

Il numero dei poveri, in aumento di 1 mln rispetto al 2020, rappresenta il record dall’inizio del secolo. Fra i nuovi poveri coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti e artigiani che hanno chiuso l’attività, impiegati nel sommerso senza sussidi o aiuti, lavoratori a tempo determinato senza lavoro per le misure anti-Covid.

Senza turisti a rischio 5.266 tesori dei borghi

Senza turismo per i blocchi e le limitazioni agli spostamenti imposti dall’emergenza Covid sono a rischio i 5.266 i tesori alimentari tradizionali dei borghi d’Italia custoditi da generazioni dagli agricoltori e salvati per sostenere la rinascita del Paese.

E’ l’allarme lanciato, sempre dalla Coldiretti, in occasione del Summit della Coldiretti con il Governo “Recovery ‘Food’, l’Italia riparte dal cibo” organizzato con Filiera Italia a Palazzo Rospigliosi a Roma. ieri, era intervenuto anche il ministro della salute, Roberto Speranza.

Tesori agroalimentari unici al mondo

Il crollo del turismo straniero in Italia ha causato un buco di circa 27 miliardi nelle spese dei viaggiatori dall’estero, che sono crollate del 61% nel 2020 rispetto all’anno precedente, toccando il minimo da almeno venti anni, spiega Coldiretti su dati di Bankitalia. In pratica sei viaggiatori stranieri su dieci (59%) hanno dovuto rinunciare a venire in Italia nel 2020 per un totale di 57 milioni di turisti bloccati alle frontiere dall’emergenza.

L’assenza di turisti stranieri e italiani ha un impatto pesante sulla sopravvivenza di tesori agroalimentari unici al mondo legati alla storia e all’economia dei territori, che – sottolinea la Coldiretti – sono il simbolo della grande creatività, tradizione, qualità e sicurezza alla base del successo del Made in Italy nel mondo.

Una patrimonio da salvare che – precisa la Coldiretti – non ha solo un valore economico ma anche storico, culturale ed ambientale e che garantisce la sopravvivenza della popolazione anche nelle aree interne più isolate proprio nel momento in cui con il Covid pone l’esigenza di cambiare la distribuzione demografica della popolazione e ridurre la concentrazione nei grandi centri urbani.

Le specialità Regione per Regione

In testa alla classifica delle Regioni con più specialità tipiche, c’è la Campania, ben 552, davanti a Toscana (461) e Lazio (436). A seguire – sottolinea la Coldiretti – si posizionano l’Emilia-Romagna (398) e il Veneto (380), davanti al Piemonte con 342 specialità e alla Liguria che può contare su 300 prodotti.

A ruota tutte le altre Regioni: la Puglia con 299 prodotti tipici censiti, la Calabria (269), la Lombardia (262), la Sicilia (264), la Sardegna (214), il Trentino Alto Adige (195), il Friuli-Venezia Giulia (178), il Molise (159), le Marche (154), l’Abruzzo (149), la Basilicata con 149, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 36.

Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare “la necessità di valorizzare questo patrimonio anche per aumentare la spinta propulsiva del Made in Italy sui mercati esteri”.

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