Choc in Germania: spunta la “Lista della morte dei politici tedeschi”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:27

Lista della morte dei politici tedeschi“. Si intitola così il documento che in queste ore sta circolando su Telegram e che ha suscitato choc e sgomento. Una vera e propria “lista della morte” che contiene i nomi di tutti i politici tedeschi che in Parlamento hanno votato a favore dell’ultima stretta per contrastare la pandemia. La notizia è riportata dal Tagesspiegel: l’allarme è stato lanciato dalla polizia federale che ha avvertito tutti i gruppi parlamentari della presenza in Internet dell’inquietante documento.

Il documento choc

Secondo quanto riportato dal quotidiano di Berlino, il documento è l’elenco nominale dei parlamentari con il risultato della votazione del Bundestag, con minacce di morte contro coloro che hanno votato a favore dell’entrata in vigore di nuove restrizioni messe in campo per contrastare e arginare la diffusione del coronavirus.

Il voto del Bundestag

Nel voto, 342 deputati della Grosse Koalition (Cdu/Csu più Spd) si erano espressi a favore della nuova normativa, mentre Afd, Linke e i liberali dell’Fdp avevano votato contro e i Verdi si erano astenuti. Alla Corte costituzionale di Karlsruhe sono stati presentati numerosi ricorsi contro la legge, fortissimamente voluta dalla cancelliera Angela Merkel.

L’allerta della polizia

Secondo l’Ufficio federale della polizia criminale (Bka), scrive ancora il Tagesspiegel, altre liste analoghe sarebbero comparse in rete, anche se non si ritiene che siano presenti al momento rischi diretti per i deputati del Bundestag. Contro la riforma della legge sulla protezione dalle infezioni – il cosiddetto “freno d’emergenza” anti-Covid, che permette al governo federale di mettere in atto una serie di misure, compreso il coprifuoco notturno, quando viene superata l’incidenza di 100 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti nei sette giorni – c’era stata la settimana scorsa una manifestazione seguita da tafferugli e violenze proprio nei pressi del Bundestag e vicino alla Porta di Brandeburgo.

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