Dopo l’attacco alla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza, che ha provocato l’indignazione della comunità internazionale, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha rilasciato un’intervista al TG2 Post, condotto da Monica Giandotti. Parolin ha definito la vicenda “di una gravità assoluta”, apprezzando la telefonata del premier israeliano a Papa Leone XIV, ma chiedendo chiarezza sull’accaduto, un’indagine seria e risposte concrete per una situazione, ha detto, “ormai insostenibile”.
Le parole del Cardinale Parolin
“Credo che la telefonata del primo ministro israeliano a Papa Leone XIV sia stata opportuna. Il premier ha voluto informare il Papa direttamente di quanto è successo, che è di una gravità assoluta“. Lo ha detto al TG2 post condotto da Monica Giandotti, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin. “Quindi – ha sottolineato il cardinale – trovo la telefonata positiva, perché esprime la volontà del primo ministro israeliano di parlare direttamente con Papa Leone, anche in una situazione che è disperata. Adesso credo ci siano due cosa da attendersi da questa telefonata a mio parere: prima di tutto che si facciano veramente conoscere i risultati dell’inchiesta che è stata promessa, perché la prima interpretazione che è stata data è quella di un errore. È stato assicurato che ci sarebbe stata un’indagine al riguardo e veramente si faccia questa indagine con tutta serietà e ci facciano conoscere i risultati”. “E poi dopo tante parole si dia spazio ai fatti, io spero davvero che quanto ha detto il primo ministro possa realizzarsi nel più breve tempo possibile perché la situazione di Gaza è insostenibile”
L’auspicio
“Diamo tempo, ci dicano che cosa è successo. Se è stato veramente un errore, cosa di cui legittimamente dubitare. O se c’è stata una volontà di colpire direttamente la Chiesa cristiana. Sapendo quanto i cristiani sono un elemento di moderazione proprio all’interno del quadro del Medio Oriente. Ed anche nei rapporti tra palestinesi ed ebrei”. Lo ha detto il segretario di Stato del Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, nel corso di una intervista. “Sarebbe ancora una volta – ha proseguito – la volontà di far fuori qualsiasi elemento che possa aiutare ad arrivare alla pace, ad una tregua perlomeno”.
La disponibilità alla mediazione
Papa Leone ha offerto la disponibilità della Santa Sede a mediazioni per l’Ucraina e per gli altri fronti di guerra. E tale disponibilità resta“. Lo ha detto il Segretario di Stato del Vaticano, ha sottolineato il cardinale Pietro Parolin. “Ma – ha aggiunto Parolin – al di là di questo, io veramente vedo difficile fare ulteriori passi, anche perché’ quando si usa la parola mediazione in termine tecnico, essa vige soltanto nel momento in cui le due parti l’accettano. Non solo uno dei due contendenti, delle due parti, dei due Paesi, delle popolazioni in conflitto. Perché’ si possa accettare questa meditazione la diplomazia vaticana continua a insistere e a offrirsi, senza perdere la speranza, ma diciamo che tecnicamente è molto difficile in questo momento andare oltre, e del resto anche altri tentativi di mediazioni esterne al Vaticano non hanno funzionato fino a oggi”.

