La solidarietà e il rammarico dei vescovi italiani arriva al Patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, da parte del presidente della Cei cardinale Matteo Maria Zuppi, come riporta una nota della Conferenza episcopale italiana. Al religioso e al Custode di Terra Santa padre Francesco Ielpo è stato impedito l’accesso alla Basilica del Santo Sepolcro per celebrare la Domenica della Palme. Parla di “una misura grave e irragionevole”, il presidente Zuppi, e di “un fatto doloroso” per la comunità cristiane in Terra Santa. Il presidente della Cei invita le autorità a garantire la libertà religiosa, che definisce “condizione imprescindibile per qualsiasi processo di pace autentico”. Zuppi inoltre rivolge un appello ai governanti: “Chiediamo un gesto di riconciliazione e una tregua per la prossima Pasqua”. Dal 28 febbraio, quando sono iniziate le ostilità con l’Iran, le autorità israeliane hanno vietato i grandi assembramenti, limitandoli a un massimo di 50 persone, anche nelle moschee, nelle sinagoghe e nelle chiese, mentre i luoghi sacri della Città Vecchia sono stati chiusi a tutte le confessioni religiose.
La solidarietà per l’accaduto
Scrive la Conferenza episcopale italiana: “Rammarico per quanto avvenuto e piena solidarietà alle comunità cristiane della Terra Santa. Sono i sentimenti che il Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, ha espresso al Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme, per il gravissimo episodio di questa mattina: la polizia israeliana ha impedito al Patriarca e al Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, di accedere nella Basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme per la celebrazione della Domenica delle Palme“.
La vicinanza
“Informato dell’accaduto, il Card. Zuppi ha contattato telefonicamente il Card. Pizzaballa per rinnovargli la vicinanza delle Chiese in Italia. ‘A nome dei Vescovi italiani – afferma il Presidente della CEI – manifesto lo sdegno per ‘una misura grave e irragionevole’, condividendo quanto dichiarato nel comunicato congiunto del Patriarcato e della Custodia”, si legge nel comunicato. ”
Cristiani promotori di pace
“‘Si è trattato di un fatto doloroso per i tanti cristiani che, vivendo in quelle terre, rappresentano una testimonianza essenziale di speranza per tutti i popoli in contesti di divisione e conflitto'”, prosegue la nota della Cei, riportando le parole del presidente Zuppi. “A tutti i cristiani di Terra Santa assicuriamo la nostra preghiera, perché continuino a essere promotori di pace, mentre auspichiamo che l’incidente odierno sia chiarito immediatamente. Le autorità locali e le organizzazioni internazionali hanno il dovere inderogabile di garantire la libertà religiosa in Terra Santa, condizione imprescindibile per qualsiasi processo di pace autentico. Rinnoviamo il nostro appello affinché si aprano spazi di dialogo e si giunga presto a soluzioni ragionevoli’. Come ha ricordato papa Leone XIV all’Angelus: “Mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore, non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza. La loro prova interpella la coscienza di tutti'”.
Tregua per Pasqua
“Conclude il Card. Zuppi: ‘Al Signore della pace affidiamo le sofferenze di quanti vivono il dramma dei conflitti e delle guerre. A tutti i governanti chiediamo un gesto di riconciliazione e una tregua per la prossima Pasqua’”.

