Cabina di Regia, Draghi: “Riapertura della scuola fino alla prima media”

"Confermo la riapertura della scuola fino alla prima media". Lo ha detto il premier Mario Draghi al termine della cabina di regia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:39

“Confermo la riapertura della scuola fino alla prima media. Le scuole riaprono fino alla prima media, il ministro Bianchi sta lavorando perché avvenga in modo ordinato. Le evidenze scientifiche mostrano che le scuole sono un punto di contagio molto limitato solo in presenza delle altre restrizioni”. Lo ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa al termine della cabina di regia e rispondendo ai giornalisti.

Speranza: “Sì alla riapertura delle scuole”

“Le misure ci hanno consentito di verificare i primissimi segnali di rallentamento del contagio. Oggi l’RT segna 1.08, la settimana passata 1.16 ed erano diverse settimane che cresceva. Il tasso di incidenza è sceso sotto i 250: c’è ancora una situazione delicata che va seguita con la massima attenzione, ma possiamo consentirci in un quadro prudenziale una scelta di apertura della scuola per la funzione sociale che le scuole hanno nel nostro Paese”, ha aggiunto il ministro Roberto Speranza, in conferenza stampa, rispondendo alla domanda di un giornalista.

Scende l’Rt nazionale

Scendono l’Rt nazionale, che passerebbe dallo 1.16 della scorsa settimana a 1.08, e il numero di casi di Covid ogni 100 mila abitanti, da 264 a 240. Questi i primi dati che filtrano dal monitoraggio settimanale dell’Iss-Ministero della Salute, sul quale si stabiliranno i nuovi colori delle regioni.

Vaccini, Draghi: “Il criterio età deve essere prioritario”

“Quello che ho detto in parlamento alle Regioni era una reazione spontanea davanti alle differenze tra le varie regioni. La Costituzione attribuisce al governo centrale competenze in caso di pandemia. il mio richiamo era anche un appello a collaborare, il richiamo era inteso a dire che bisogna vaccinare i fragili e gli ottantenni e poi andare in ordine di età, ho anche detto che il criterio dell’età deve tornare a essere prioritario. Perché si vedono categorie che sono state vaccinate prima e non si capisce perché siano più esposte degli ultraottenni che poi sono i nonni che stanno con i nipoti”, in merito alla distribuzione dei vaccini nelle varie Regioni.

Sanitari non vaccinati

“Il governo intende intervenire: non va bene che operatori sanitari non vaccinati siano a contatto con malati. La ministra Cartabia sta prendendo un provvedimento a riguardo”, ha detto ancora Draghi in conferenza stampa.

Quella sugli operatori sanitari non vaccinati “è una norma a nostro vaglio ma riconosciamo che l’adesione del personale sanitario è stata molto ampia, è la stragrande maggioranza e ha dato il buon esempio. C’è un pezzetto molto minimale, che stiamo quantificando, sul quale valutiamo un intervento con una norma”, ha sottolineato il ministro della Salute Speranza intervenendo sull’argomento.

Draghi: “Proporzionalità-reciprocità in stop export vaccini”

Il premier Draghi è intervenuto anche sul blocco vaccini nei Paesi extra-Ue. “Noi per primi abbiamo proposto in Ue il tema delle restrizioni all’export di vaccini nei Paesi extra-Ue. Ora purtroppo è un tema all’attenzione di tutti”, dice Draghi in conferenza stampa.

“Il criterio enunciato dalla commissione è in parte una modifica del criterio precedente. Prima l’unico requisito per lo stop all’export di un certo vaccino era il non rispetto del contratto da parte di una società. Ieri la commissione ha allargato il criterio introducendo le parole proporzionalità e reciprocità. Conta anche cosa fa il Paese verso cui un vaccino è diretto, ovvero se consente o meno le esportazioni. La proporzionalità e un criterio più sottile, riguarda la spedizione di vaccini verso un Paese che ha una percentuale già alta di vaccinati”.

“Il blocco dell’export è completamente condiviso, la decisione è unanime dai paesi Ue. Però ora l’enfasi è tutta sul blocco ma non ne usciamo con i blocchi ma con la produzione dei vaccini, è l’unica cosa che ci farà uscire dalla pandemia e ci ridarà fiducia nel tornare a viaggiare, a costruire relazioni”, aggiunge Draghi concludendo l’argomento blocco vaccini verso paesi extra Ue, Gran Bretagna compresa.

Draghi: “Se tutto va bene Sputnik disponibile nel II semestre”

Il premier è poi intervenuto in merito al vaccino russo Sputnik. “Starei attento a fare contratti” su Sputnik “perché ieri la presidente della commissione ha messo in luce come, da un’indagine fatta dalla commissione parlando col fondo d’investimento russo, possono produrre massimo 55 milioni di dosi, di cui il 40% in Russia e il resto all’estero. E’ vaccino in due dosi, a differenza di Johnson & Johnson, e all’Ema non è stata ancora presentata formale domanda su questo ma sta facendo review delle varie componenti e non si prevede che l’Ema si pronunci prima di tre o quattro mesi”. “Se va bene il vaccino sarebbe disponibile nella seconda parte dell’anno“, avverte Draghi.

“Biden ha aperto alla tassazione società digitali”

Draghi ha parlato del neo presidente statunitense, Joe Biden, e del rapporto Italia-Usa. “Biden ha voluto riaffermare la sua diversità rispetto alla precedente amministrazione, con totale fiducia nelle regole bilaterali sul commercio e tutte le forme di cooperazione internazionale”.

“L’amministrazione Usa precedente in tema di tassazione delle multinazionali digitali era di totale chiusura, ora invece – aggiunge Draghi – la nuova amministrazione ha aperto ad accordi internazionali per la tassazione delle società digitali“.

“Nuovo scostamento di bilancio a metà aprile”

“Si pensa che lo scostamento di bilancio debba essere alla data della presentazione del Def, quindi a metà aprile. Non annunciamo i numeri per vedere l’effetto che fa, si vede quali e quanti sono i bisogni e da questo emerge lo scostamento necessario”, dice il premier rispondendo alla domanda di un giornalista.

Speranza: “Lazio migliora, diventerà arancione”

“Il Lazio ha avuto dati in miglioramento e nelle prossime decisioni il Lazio sarà arancione e questo avverrà a scadenza naturale dell’ordinanza vigente”. Così il ministro Speranza rispondendo alle domande dei giornalisti.

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