“Buy now, pay later”: Censis e Confcooperative lanciano l’allarme sul “debito invisibile”

Sempre più italiani scelgono il pagamento rateale senza interessi per gli acquisti quotidiani, ma Confcooperative e Censis avvertono sui rischi dell'accumulo di piccoli debiti

Foto di Engin Akyurt da Pixabay

Il pagamento rateale immediato conquista sempre più spazio tra le abitudini di consumo degli italiani. Il sistema del “buy now, pay later”, che consente di acquistare subito e pagare in più rate senza interessi, registra una crescita record e sostituisce progressivamente i piccoli prestiti tradizionali. Tuttavia, secondo il nuovo focus Censis-Confcooperative, questa diffusione nasconde il rischio di un “debito invisibile”, che può accumularsi silenziosamente tra famiglie e imprese, aggravando le fragilità economiche esistenti.

La tendenza

Pagare in tre rate senza interessi, direttamente dall’app, mentre si mette nel carrello uno smartphone o un capo d’abbigliamento. Il ‘buy now, pay later’, il credito istantaneo incorporato negli acquisti, si è trasformato in pochi anni da novità di nicchia a modalità ordinaria per milioni di italiani. Tra il 2022 e il 2025 il volume di credito erogato con questo meccanismo è cresciuto del 127%. Solo nell’ultimo anno il tasso di crescita è stato del 23%. Nello stesso periodo, i piccoli prestiti tradizionali sotto i 1.500 euro si sono ridotti del 29%: il ‘buy now, pay later’ li sta sostituendo. È quanto emerge da “Il debito invisibile” l’ultimo focus Censis-Confcooperative. Il meccanismo è semplice e per questo penetrante: nessuna filiale, nessun documento, il credito si conclude in secondi dentro la stessa piattaforma di acquisto. Il risultato è che il ‘buy now, pay later’ raggiunge il 60,3% dei casi fra la fascia di spesa fino a 1.000 euro, contro il 45,7% del credito tradizionale.

I possibili rischi

Il rischio, avverte Confcooperative, è l’accumulo silenzioso. L’utilizzo simultaneo di più contratti su piattaforme diverse genera obbligazioni di piccolo importo che sfuggono ai tradizionali indicatori di vulnerabilità finanziaria. Il debito invisibile si accumula rata dopo rata, spesso su beni a rapido deprezzamento come elettronica, abbigliamento e prodotti per la persona e diventa visibile solo quando smette di essere sostenibile. Sul fronte delle imprese il rapporto fotografa una situazione in deterioramento. Il 38,6% delle aziende italiane con almeno 50 addetti giudica la situazione economica attuale peggiore rispetto al trimestre precedente, con punte del 43,7% nel Mezzogiorno.

Le dichiarazioni

“Tra le imprese considerate vulnerabili dalla Banca d’Italia, la quota di debito detenuto nel 2026 si attesta al 35%. E il paradosso è crudele: il credito – afferma Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – si contrae esattamente per chi ne avrebbe più bisogno. Ci si indebita per sopravvivere, non per crescere. Non è un allarme per il futuro. È una fotografia del presente che rischia di complicarsi con la politica monetaria restrittiva della Bce”.

Fonte Ansa

ARTICOLI CORRELATI

AUTORE

ARTICOLI DI ALTRI AUTORI

Ricevi sempre le ultime notizie

Ricevi comodamente e senza costi tutte le ultime notizie direttamente nella tua casella email.

Stay Connected

Seguici sui nostri social !

Scrivi a In Terris

Per inviare un messaggio al direttore o scrivere un tuo articolo: