Brinda il Porto, eliminata la Juve

I bianconeri vincono la gara di ritorno allo Stadium per 3-2, ma per effetto del 2-1 lusitano all'andata, escono dalla Champions League agli Ottavi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:57

La Juve non va in Porto. Batte i lusitani nella gara di ritorno dello Stadium per 3-2, ma con il 2-1 portoghese dell’andata, ad accedere ai quarti è proprio la squadra di Sergio Conceicao. Una partita pazzesca che per la Juve si era messa malissimo, con il Porto avanti su un calcio di rigore di Sergio Oliveira. Scoppiettante la ripresa bianconera con l’uno-due di Federico Chiesa. In mezzo l’espulsione di Taremi che ha lasciato i suoi in dieci. Nei supplementari pari portoghese con Sergio Oliveira e poi il definitivo 3-2 di Rabiot. Ma non basta, perché sarebbe servito il quarto gol. Che non è arrivato. Anche quest’anno, dopo il Lione della passata edizione della Champions, la Juve esce agli Ottavi.

Squadre speculari in campo

Juventus e Porto si schierano entrambe con il 4-4-2. Soprattutto Pirlo modifica per questa gara che vale la qualificazione ai quarti, il 4-2-3-1 che aveva messo in mostra contro la Lazio per tornare al vecchio e mai dimenticato 4-4-2, che può essere modificato in corso d’opera in un 3-5-2. Dietro torna titolare Bonucci, centrale accanto a Demiral, con Cuadrado e Alex Sandro esterni, davanti a Szczesny. In mezzo Pirlo sceglie Ramsey che opera a destra con Chiesa dalla parte opposta, centrali Rabiot e Arthur. Davanti ci sono Morata e Cristiano Ronaldo.

Conceicao non cambia molto rispetto alla gara di andata, con Taremi e Mariga in prima linea. In mezzo al campo un quadrilatero formato da Corona, Sergio Oliveira, Uribe e Otavio. Dietro, davanti al portiere Marchesin, ci sono Manafá, Mbemba, Pepe e Zaidu.

Subito Porto

Si riparte dal 2-1 del Do Dragao in favore dei portoghese. Alla Juve serve un gol per passare e la sua partenza è lanciata. I bianconeri stringono il Porto nella propria metà campo e la formazione di Conceicao per i primi cinque minuti non riesce ad uscire. Morata è sontuoso in uno stacco aereo da pochi passi, miracoloso l’intervento di Marchesin.  Il Porto si difende ma quando riparte lo fa sempre di giustezza. Difende addirittura in sei, ma riparte con più uomini. Juve bene davanti, ma distratta dietro. Zaidu sfugge a Cuadrado e mette al centro per Taremi, che prima colpisce di prima intenzione di destro trovando l’intervento di Szczesny, poi è bravo a raccogliere di nuovo il pallone di testa che scheggia l’incrocio dei pali. La ripartenza fulminea dei portoghesi mette in difficoltà i bianconeri. Demiral entra scomposto nel tentativo di anticipare di Taremi che va giù. Kuipers ci pensa un attimo, poi indica il dischetto. Rigore impeccabile di Sergio Oliveira che spiazza Szczesny: 1-0 Porto. Sembra di rivivere l’ottavo dello scorso anno contro il Lione quando la Juve andò sotto sempre su calcio di rigore. Gol che cambia la filosofia della partita e adesso per passare ne servono addirittura tre.

Juve a testa bassa, Morata si divora l’1-1

Settanta minuti ancora da giocare, ma la situazione diventa complicata dopo il vantaggio dei lusitani che provano ad approfittare del momento di sbandamento dei bianconeri. Ci prova il messicano Corona, blocca Szczesny, poi il portiere polacco si ripete su Otavio. Poi tocca a Zaidu con un sinistro di controbalzo dal limite dell’area. Palla che si spegne fuori di poco, ma che rischi per la Juve. I bianconeri si affidano a lanci lunghi, così tocca a Cuadrado provare ad innescare le punte. Morata controlla bene ma in area calcia addosso a Marchesin. Il Porto si difende con ordine, trascinato dietro dal sempre verde Pepe, Juve lenta e prevedibile. All’intervallo è 1-0, che fanno 3-1 in totale. Serve l’impresa.

Chiesa show: rimonta completata

La Juve entra in campo con altro piglio, non ha alternative. E bastano una manciata di minuti per cambiare l’inerzia della partita. Al primo affondo la Juve gonfia la rete portoghese. Ronaldo controlla in area davanti a Marchesin e appoggia appoggia iper Federico Chiesa che di interno destro la piazza sul secondo palo: 1-1. Adesso è un’altra partita perché nel giro di pochi secondi, Taremi allontana maldestramente il pallone a gioco fermo e prende il secondo giallo. Porto in dieci. La Juve spinge ventre a terra, Chiesa è scatenato, sbuca alle spalle di Corona, si bene Marchesin, ma calcia no benissimo contrastato da Pepe e colpisce il palo porta vuota. Conceiçao si copre inserendo un difensore, Sarr, al posto di Otavio. Ma la pressione Juve è forte e viene premiata ancora con Chiesa che raccoglie il centro di Cuadrado, salta imperioso di testa e firma il 2-1. Rimonta completata.

Si va all’over time

Cambia Pirlo, dentro De Ligt e McKennie per Bonucci e Ramsey. La Juve spinge, vuole chiuderla forte dell’uomo in più. Sbaglia tutto Ronaldo che di testa non trova la porta. Poi Marchesin salva sullo scatenato Chiesa. Porto alle corde ma ancora vivo, Szczesny respinge di pugno una bordata di Sarr, poi vede sfilare sull’esterno della rete una conclusione di Marega. Cinque di recupero, Morata infila Marchesin ma era in posizione irregolare.  Cuadrado fa ua cosa pazzesca, gran sinistro all’incrocio dei pali. Sarebbe stato il gol dell’anno. Finisce qui: 2-1 a Torino come era stato 2-1 a Oporto. Si va ai supplementari.

Non cambia il tema tattico, Juve tutta in avanti, Porto rannicchiato. Ma il brivido lo regalano proprio i portoghesi. Giocata di Corona per la testa di Marega che appoggia tra le braccia del portiere bianconero. Doppio cambio Juve: Bernardeschi prende il posto dell’esausto Chiesa, mentre Kulusevski rileva Arthur. Tutto qui il primo supplementare. Toni Martinez prende il posto di Marega nel Porto in avvio di secondo extra time. Quindici minuti che valgono i quarti. Ci prova il Porto ma la difesa bianconera fa buona guardia. Squadre stanche, allungate, non c’è un attimo di tregua per scongiurare la lotteria dei calci di rigore.  Ce non ci saranno perché al minuto 115, una punizione velenosissima di Sergio Oliveira, beffa sul primo Szczesny e a stretto giro l’incornata di Rabiot vale il 3-2 bianconero. Ma non basta. De Ligt va giù in area ma non è rigore. Ultimi centoventi secondi all’arma bianca, la Juve deve segnare, ma la difesa portoghese regge. Finisce in totale 4-4, ma in virtù dei gol segnati in trasferta, il Porto avanza ai quarti di finale. Per la Juve l’ennesima amarezza. Anche se stasera ce l’ha messa tutta e meritava miglior sorte.

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