Bombardata Kharkiv: morti 2 bimbi. A Mariupol corpi in fossa comune

Di fronte al gran numero di cadaveri di soldati e civili uccisi durante gli attacchi a Mariupol i dipendenti del comune hanno scavato in un cimiero una profonda fossa lunga oltre 22 metri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:44
Devastazione a Mariupol, in ucraina

Un bombardamento nella notte da parte della forze armate russe ha colpito un edificio residenziale vicino alla città di Kharkiv causando quattro morti, di cui due bambini. Lo riferisce la Bbc citando i Servizi di emergenza statale dell’Ucraina. L’attacco ha colpito il villaggio di Slobozhanske, nel sud-est del paese.

Bombe su Okhtyrka: “Uccisi un 13enne e due donne”

Sempre stanotte i raid russi lanciati nella notte sulla città di Okhtyrka, nella regione di Sumy nel nord-est dell’Ucraina, avrebbero provocato la morte di un ragazzo 13enne e di due donne, stando a responsabili locali citati dalla Bbc e dal Guardian.

Attacco ospedale Mariupol: tre morti, anche una bambina

tre persone, tra cui una bambina, sono rimaste uccise ieri nell’attacco delle forze russe contro l’ospedale pediatrico di Mariupol: lo hanno reso noto le autorità locali. I feriti sono almeno 17. Colpito in nottata anche il gasdotto.

Russia: bombardamento su ospedale Mariupol è “fake news”

La Russia smentisce di avere bombardato un ospedale pediatrico a Mariupol definendo le accuse di Kiev “false notizie” e sostenendo che l’edificio in questione era un ex ospedale pediatrico ora occupato dalle truppe. “È così che nascono le fake news”, ha affermato Dmitry Polyanskiy, rappresentante della Russia alle Nazioni Unite.

A Mariupol le vittime seppellite in una fossa comune

Corpi chiusi in sacchi di plastica neri ammucchiati in una fossa comune. Sono le immagini di due foto pubblicate dalla Cnn [che non riportiamo perché esplicite ma visibili qui, ndr] scattate nella città assediata di Mariupol, nel sud dell’Ucraina. Di fronte al gran numero di cadaveri di soldati e civili uccisi durante gli attacchi, spiega la Cnn, i dipendenti del comune hanno scavato in un cimiero una profonda fossa lunga oltre 22 metri.

Le foto, della Associated Press (AP), mostrano uomini – alcuni in divise da lavoro, altri in tute protettive azzurre – che gettano i corpi in una fossa in sacchi di plastica neri e avvolti in lenzuola o coperte. Secondo il fotoreporter di AP, Evgeniy Maloletka, che ha scattato le immagini, “40 (corpi) sono arrivati martedì e almeno altri 30 mercoledì”.

“Davvero non riusciamo a calcolare quanti morti abbiamo. Non siamo nemmeno in grado di contare quante persone sulle strade siano state uccise da bombardamenti e colpi di artiglieria”, ha detto alla Cnn il vice sindaco della città, Sergei Orlov. “Non sappiamo quanti sono perché non riusciamo a raccogliere tutti i corpi e contarli”.

Annunciata apertura dei corridoi umanitari: ecco le tratte

Dalle ore 8 italiane in Ucraina hanno iniziato ad funzionare i corridoi umanitari lungo le seguenti rotte: Trostyanets – Poltava; Krasnopillya – Poltava; Sumi – Poltava; Mariupol – Zaporozhye; Volnovakha – Pokrovsk; Izyum – Lozova; Bucha, Borodyanka, Irpin – Kiev. Lo ha detto la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk.

Kiev: “Donne e bambini lascino Kharkiv, Donetsk e Luhansk”

La presidenza ucraina ha lanciato un appello affinché donne e bambini a Kharkiv, Donetsk e Luhansk lascino le loro regioni, diventate ormai troppo pericolose. Lo riporta il Kyiv Inedependent, citando Oleksiy Arestovych, consigliere del capo dell’Ufficio del Presidente. “Per coloro che hanno bambini o donne, in particolare nelle regioni di Kharkiv, Donetsk, Luhansk, è meglio andarsene. Queste sono città di aspre battaglie militari e non c’è niente da fare per i civili, a meno che tu non sia un civile che lavora nei servizi dell’esercito o della città”, ha detto Arestovich.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.