Bolivia: “Elezioni libere, pulite e trasparenti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:38

Tu voto cuenta” (“Il tuo voto conta”) è il titolo della campagna promossa in Bolivia dalla fondazione Jubileo, emanazione della Chiesa boliviana, in vista delle elezioni generali di domenica 3 maggio, con l’obiettivo di contribuire a “elezioni libere, pulite e trasparenti”, come ha dichiarato ieri Juan Carlos Núñez, direttore della Fondazione, nel corso della presentazione dell’iniziativa, avvenuta nella Facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università Mayor de San Andrés (Umsa), a La Paz.

La campagna

La campagna “Tu voto cuenta” è appoggiata da università, media e istituzioni della società civile. Come già accaduto nel corso della precedente campagna elettorale dello scorso autunno, si prevede di condurre due sondaggi sulla percezione della qualità della democrazia e delle preferenze dell’elettorato, oltre all’elaborazione di un primo conteggio rapido il giorno del voto. Saranno condotti sondaggi nei nove dipartimenti del Paese, in 231 comuni, nelle aree urbane e rurali. Durante la presentazione, Javier Tapia, decano della Facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche dell’Università Umsa, ha fatto riferimento al fatto questa iniziativa è stata decisiva, lo scorso autunno, nello svelare la frode elettorale. Il direttore del corso di laurea in Scienze Politiche dell’Umsa, Marco Velasco, ha sottolineato l’esigenza di una diffusa corresponsabilità nella società boliviana, in vista delle elezioni.
Alla fine dell’evento, il direttore Núñez ha presentato un rapporto tecnico su come è stata pensata la strategia dell’iniziativa, che gode anche di sostegni internazionali, e ha assicurato che essa è destinata a contribuire allo sviluppo di un processo elettorale “libero e trasparente”.

Il post Morales 

Le elezioni generali in Bolivia del 2020 si terranno il 3 maggio per l'elezione del Presidente e dei membri del Parlamento. Le consultazioni sono state indette in conseguenza delle proteste di piazza che, nel novembre 2019, avevano determinato la caduta di Evo Morales, uscito vincitore alle elezioni presidenziali. L'esito elettorale era stato contestato dalle opposizioni, in ragione dei brogli che sarebbero stati commessi nel corso dello spoglio; secondo la Costituzione vigente, inoltre, Morales non avrebbe potuto candidarsi per un terzo mandato consecutivo. Alle proteste hanno fatto seguito l'ammutinamento di reparti della polizia e le pressioni dei militari, costringendo Morales all'esilio. Successivamente, la rappresentante delle opposizioni di centro-destra, Jeanine Áñez, è stata nominata presidente ad interim.

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