Birmania, Borrell (UE): “Sanzioneremo 11 persone coinvolte nel colpo di stato”

Ha raggiunto quota 250 il bilancio delle persone morte in Birmania dall'inizio delle proteste. Rilasciato il giornalista BBC

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:50

“Sanzioneremo undici persone coinvolte nel colpo di stato” in Birmania “e nella repressione dei manifestanti”. Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, arrivando al consiglio Esteri. I capi delle diplomazie dei 27 daranno il via anche a altre misure restrittive per le violazioni dei diritti umani.

Stando a indiscrezioni, saranno iscritti sulla black list Ue anche dignitari russi e cinesi, per le violenze contro gli Uiguri ed il caso Navalny. Sempre oggi è in programma inoltre una videoconferenza con l’alto commissario Onu per i diritti umani, Michelle Bachelet.

Rilasciato il giornalista Bbs arrestato dai militari

E’ stato rilasciato oggi, 22 marzo, Aung Thur, il giornalista della Bbc arrestato in Birmania (o Myanmar) tre giorni fa mentre seguiva una manifestazione presso il tribunale di Naypyitaw. Lo riporta la Bbc, ricordando che sono 40 i giornalisti arrestati nel Paese dal golpe militare del 1° febbraio.

Birmania: 250 morti dall’inizio delle proteste anti golpe

Ha raggiunto quota 250 il bilancio delle persone morte in Birmania (paese noto anche con il nome di Myanmar) dall’inizio delle proteste anti golpe: lo ha reso noto l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici.

Secondo l’organizzazione non profit per la difesa dei diritti umani con base in Thailandia, ieri si sono aggiunti alla lunga lista delle vittime altre 3 persone: una è stata uccisa dalle forze di sicurezza a Monywa, nella regione di Sagaing; una è precipitata dal quinto piano di un palazzo a Yangon mentre tentava di fuggire durante un’irruzione dei militari nella sede di una Ong e l’ultima è stata uccisa nei giorni scorsi, ma la sua morte non era stata registrata, scrive Ansa.

Manifestazione in Birmania per la liberazione di Aung Suu Kyi

Il golpe del 1 febbraio

Il golpe del 1 febbraio aveva portato all’arresto del capo del governo birmano, Aung San Suu Kyi, da parte dei militari. Lo aveva riferito, per primo, all’Afp un portavoce del partito della premio Nobel, la Lega nazionale per la democrazia (LND).

Tutti i poteri in Myanmar erano poi stati trasferiti al generale Min Aung Hlaing, capo delle forze armate. I militari denunciava da diverse settimane frodi durante le elezioni legislative dello scorso novembre, vinte in modo schiacciante dall’LND. Gli arresti inoltre erano avvenuti poche ore prima della riunione inaugurale del Parlamento recentemente insediato.

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