Benvenuti a casa di Galileo

La Villa Galileo di Firenze entra a far parte dell'Associazione Nazionale Case della Memoria.

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:23
La Villa Galileo di Firenze entra a far parte dell’Associazione Nazionale Case della Memoria. Una ripartenza con slancio quella dell’Associazione che mette in rete case museo di grandi personaggi di tutta Italia. Il post-Covid, riferisce Adnkronos, vede affacciarsi tra le case dei grandi personaggi la 79° Casa, quella in cui Galileo Galilei trascorse l’ultima parte della sua vita fino alla morte nel 1642, dopo esservi stato confinato agli arresti domiciliari dalla condanna del Santo Uffizio del 1633. Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 febbraio del 1564, dal fiorentino Vincenzo Galilei e da Giulia degli Ammannati. Nel 1574 la famiglia lascia Pisa e si trasferisce a Firenze. Nel 1581, si immatricola all’Università di Pisa per studiare medicina, seguendo il desiderio del padre. 

Galileo

Dalla Villa (in cui continuò a studiare insieme ai collaboratori Vincenzo Viviani ed Evangelista Torricelli) partì per la sua prima stampa, nel 1632, il manoscritto del “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo“, sequestrato dopo pochi mesi, e sempre nella dimora, detta anche Villa Il Gioiello dal nome della tenuta, fu completata l’ultima grande opera dello scienziato, i ”Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze”, pubblicata quando Galileo era ormai perso la vista. La Villa si trova a Firenze sul colle di Arcetri e insieme al suo giardino racconta ancora oggi ai visitatori gli studi scientifici, gli affetti familiari, le relazioni con gli allievi e la passione per le vigne di Galileo. Lo scienziato affittò la Villa nel 1631, spinto dalla figlia Virginia, monaca con il nome di Suor Maria Celeste, insieme alla sorella minore nel monastero di San Matteo, poco distante. Le figlie desideravano che il padre, ormai anziano, abitasse vicino. E, infatti, dalla finestra della stanza della villa che scelse come studio, Galileo poteva vedere la vigna del convento delle sue figlie. A testimonianza del rapporto tra Galileo e Virginia esistono ancora oggi 124 lettere scritte da lei al padre che presentano aspetti umanissimi della vita di Galileo.

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