Avvelena i genitori uccidendo il patrigno, 19enne fermato a Ceretolo

Un ragazzo appena maggiorenne avrebbe tentato di uccidere i genitori avvelenandoli. E' successo ieri sera a Ceretolo (BO)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:31

Un ragazzo appena maggiorenne avrebbe tentato di uccidere i genitori avvelenandoli. E’ successo ieri sera a Ceretolo, frazione di 5.990 abitanti facente parte del comune di Casalecchio di Reno, nell’entroterra bolognese.

Il 19enne Alessandro Asoli, sospettato di avere ucciso il patrigno di 57 anni e tentato di uccidere la madre 56enne somministrando a entrambi veleno che sarebbe stato mescolato alla cena che lui stesso aveva preparato, è in stato di fermo disposto dalla Procura di Bologna.

Patrigno morto, grave la madre

Il patrigno è morto, mentre la madre è stata portata in gravi condizioni in ospedale. La vittima è il nuovo compagno della madre, e non il padre come appreso in un primo momento. Il delitto è avvenuto nella serata di ieri nell’appartamento dove il ragazzo viveva insieme alla mamma e al nuovo compagno, dopo la separazione dal padre del ragazzo.

A dare l’allarme per il delitto sono stati alcuni vicini di casa, che hanno sentito grida e trambusto provenire dall’appartamento. Il personale sanitario del 118 ha trovato la coppia già in condizioni critiche: il 57enne è deceduto sul posto dopo i tentativi di rianimarlo, mentre la donna è stata portata d’urgenza al Maggiore di Bologna, dove è ricoverata in gravi condizioni.

Veleno nel piatto di pasta

La sostanza che si sospetta il ragazzo abbia utilizzato per avvelenare la madre e il suo compagno deve essere ancora analizzata, ma dalle prime ipotesi si potrebbe trattare di un composto chimico acquistato online e inserito in un piatto di penne al salmone che aveva preparato per cena. Il patrigno, che ha probabilmente mangiato tutto il piatto, non è sopravvissuto, mentre la madre si sarebbe salvata per non averlo terminato. Le ragioni che avrebbero spinto il giovane al gesto non sono ancora state chiarite.

A quanto risulta, infatti, il 19enne non avrebbe reso una vera confessione e sarebbe apparso in stato confusionale ai militari, che lo hanno rintracciato a casa dei nonni paterni, a Borgo Panigale.

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