Figliuolo: “Le pillole anti Covid Molnupiravir sono già arrivate in Italia”

Figliuolo ha fatto il punto della situazione sulle nuove pillole antivirali. AstraZeneca: "La nostra terza dose è efficace contro la variante Omicron"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:41

Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per il Covid, in un’intervista ha fatto il punto della situazione sulle nuove pillole antivirali per curare la malattia. “Le prime dosi dei Molnupiravir (Merck), circa 12mila trattamenti, sono arrivate, in anticipo sui tempi previsti – ha detto -. Mentre le prime consegne di Paxlovid (Pfizer) sono attese per febbraio-marzo 2022″.

AstraZeneca: “La nostra terza dose è efficace contro la variante Omicron”

La casa farmaceutica britannica AstraZeneca afferma che una terza dose del vaccino di sua produzione contro il covid-19 alza “significativamente” il livello di anticorpi contro Omicron, stando ad uno studio condotto in laboratorio. “La terza dose di richiamo del vaccino ha neutralizzato la variante Omicron a livelli simili a quelli emersi per la seconda dose contro la variante Delta”, fa sapere AstraZeneca in una nota.

Ok dell’Aifa a Novavax

Nella giornata di ieri l’agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha dato il via libera al nuovo vaccino anti-Covid Novavax, dopo l’approvazione dei giorni scorsi da parte dell’agenzia europea Ema. L’ok è valido per gli over 18 con un ciclo vaccinale primario di due dosi a distanza di tre settimane l’una dall’altra. Salgono così a cinque i vaccini approvati contro il coronavirus. I dati hanno evidenziato un’efficacia del 90% nel prevenire la malattia sintomatica anche negli individui sopra i 64 anni.

Come funziona il vaccino Novavax “NVX-CoV2373”

Il comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA aveva avviato la revisione ciclica di NVX-CoV2373, il vaccino anti-COVID‑19 sviluppato dall’azienda Novavax CZ AS (una controllata di Novavax, Inc.) lo scorso febbraio. Come per gli altri vaccini, si prevede che NVX-CoV2373 predisponga l’organismo a difendersi contro l’infezione.

Nello specifico, scrive Aifa, si tratta di un vaccino a base proteica contenente minuscole particelle ottenute da una versione prodotta in laboratorio della proteina spike (S) presente sulla superficie del coronavirus SARS-CoV-2. Contiene anche un “adiuvante“, una sostanza che contribuisce a rafforzare le risposte immunitarie al vaccino.

Una volta iniettato il vaccino, il sistema immunitario della persona vaccinata riconoscerà le particelle proteiche come estranee e risponderà producendo le proprie difese naturali (ossia gli anticorpi e le cellule T). Qualora, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare in contatto con il SARS-CoV-2, il sistema immunitario riconoscerà la proteina spike presente sulla superficie del virus e sarà pronto a combatterla. Anticorpi e cellule immunitarie possono proteggere contro COVID-19, lavorando insieme per uccidere il virus, prevenirne l’ingresso nelle cellule dell’organismo e distruggere quelle infette.

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