Assenteisti e funzionari corrotti: sotto inchiesta l’Asl di Caserta

Indagati 48 dipendenti dell’Asl di Caserta. Per 12 loro questa mattina è scattata la misura degli arresti domiciliari

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:03

Associazione per delinquere, falso, ricettazione, truffa e corruzione, turbata libertà degli incanti, traffico illecito d’influenze: con queste accuse, 48 dipendenti dell’Asl di Caserta sono indagati e per 12 loro questa mattina è scattata la misura degli arresti domiciliari. Lo riporta, tra gli altri, Il Mattino.

L’operazione dei Nas coordinata dalla Procura di Napoli Nord ha portato allo scoperto una serie di illeciti nell’affidamento di appalti per la gestione di pazienti psichiatrici e il sistematico ricorso ad una stessa associazione del 118 a scapito di altri concorrenti. È quanto ricostruito dalla procura diretta da Francesco Greco nell’indagine delegata dai carabinieri del nucleo antisofisticazione di Napoli guidati dal tenente colonnello Vincenzo Maresca.

Il precedente all’Asl di Caserta

Le intercettazioni telefoniche già a novembre portarono al licenziamento di 22 persone per la truffa del cartellino. Nell’ambito degli stessi accertamenti, si legge nel comunicato, è venuto a galla l’affidamento a poche ditte compiacenti di lavori di adeguamento e ristrutturazione di locali aziendali gestiti direttamente dal Dipartimento di salute mentale in cambio di somme di danaro e regalie varie.

Tra le imputazioni anche una serie di falsi ed abusi, in ordine alla gestione di pazienti con patologie psichiatriche che venivano affidati a strutture esterne convenzionate (cogestori) senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte del competente organo specialistico, assoggettando l’onere di degenza, dalla somma di diverse migliaia di euro per ciascun paziente, a carico dell’Asl di Caserta.

Illecito anche l’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) a un’associazione di volontariato i cui vertici, in cambio, corrispondevano ad uno dei componenti della commissione aggiudicatrice ed ad altri dipendenti compiacenti dell’ASL, regalie o altri vantaggi quali assunzioni di propri familiari.

Reato di corruzione

Rispondono di corruzione, poi, i gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate che, in cambio dell’affidamento diretto dei pazienti e dell’omessa attività di controllo sui piani riabilitativi, corrispondevano periodicamente somme di danaro ed altre regalie ai funzionari pubblici che erano preposti alla tutela e corretta attività di recupero dei pazienti psichiatrici.

I carabinieri hanno scoperto anche una gestione occulta da parte di alcuni funzionari dell’Asl, con intestazione fittizia a persone compiacenti, di strutture private convenzionate presso le quali venivano indirizzati i pazienti, affidati con onere a carico dell’Asl (diaria di circa 88 euro), direttamente dagli stessi funzionari.

Progetti mai attuati

Nel corso delle indagini è poi emersa la creazione di progetti finalizzati alla cura dei pazienti delle “fasce deboli”, di fatto mai attuati e dunque destinati alla sola spartizione delle somme di danaro pubblico investito, tra i sodali dipendenti del Dipartimento di salute mentale. Illecito, o per meglio dire pilotato, Secondo il gip, anche l’affidamento degli incarichi legali e il mantenimento di apicali incarichi dirigenziali in seno all’Asl, mediante traffici di influenze illecite.

Gli indagati rispondono anche di acquisto di beni strumentali ad uso privato con i fondi pubblici dell’Asl e di allontanamento dal posto di lavoro per svolgere faccende personali o familiari.

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