Anno giudiziario, Cartabia: “I giovani primo baluardo contro la malavita”

L'intervento della Guardasigilli, Marta Cartabia, da Reggio Calabria dove ha scelto di inaugurare l’anno giudiziario dei distretti italiani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00

“Lo status quo al Csm non ha dato buona prova di sé, confido che al più presto possano arrivare alle Camere anche gli emendamenti per la riforma “. Da Reggio Calabria, dove ha scelto di inaugurare l’anno giudiziario dei distretti italiani, la Guardasigilli Marta Cartabia lancia l’invito a raggiungere al più presto in Parlamento un accordo tecnico e politico sulla riforma del Consiglio superiore della magistratura. Una riforma sollecitata più volte, come ha ricordato la stessa Cartabia, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, e che “è imposta dalla contingenza, e anche dal rinnovo di questo Csm che scade il prossimo luglio”.

Cartabia: “Da crisi pandemia grande occasione rinnovamento”

“Abbiamo davanti a noi una grande occasione di rinnovamento, favorita proprio dalla crisi aperta dalla pandemia e dagli aiuti europei del Piano di ripresa e resilienza. Il ruolo del Ministero in questo contesto – ha sottolineato la ministra della Giustizia nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario riportata da Ansa – è essenzialmente quello di assicurare più risorse e più strumenti a tutti gli uffici giudiziari perché possano svolgere al meglio la loro altissima funzione. Personale, a partire dai magistrati e dal personale amministrativo, risorse per l’edilizia, per la digitalizzazione”.

“Anche qui a Reggio Calabria – ha aggiunto Cartabia – i vuoti di organico, soprattutto di personale amministrativo e di dirigenti, rendono più difficoltoso il lavoro di tutti. Conosco i numeri sulle scoperture (15% a Reggio Calabria), così come conosco il bisogno di rinforzi di magistrati, che si avverte in questo distretto impegnato, insieme a quello di Catanzaro, anche in importanti processi ampi, numerosi, complessi contro la criminalità organizzata. Faremo di tutto per fare in modo che anche i rinforzi arrivino. I concorsi per l’accesso in magistratura sono ripartiti. Come potete immaginare, con le restrizioni dovute alla pandemia, anche assolvere a questi banali adempimenti che debbono essere ordinari e a cadenza regolare ha richiesto un lavoro impegnativo di cui ringrazio tutti gli uffici del Ministero. A breve – ha aggiunto il ministro – dovrebbero terminare le correzioni delle prove scritte del concorso per 310 posti in magistratura e a dicembre si è aperto il bando per altri 500 magistrati”.

Cartabia: “Collaborazione delle istituzioni per risanare società”

“La leale collaborazione tra le istituzioni non è solo un principio costituzionale, che è sempre bene tenere in considerazione, ma è una condizione per il risanamento di tutto il tessuto sociale e per il suo rinnovamento, oggi reso davvero possibile grazie alla stagione eccezionale che tutto il Paese sta attraversando. Questa diviene possibile solo attraverso l’impegno e la responsabilità personale di ciascuno”.

‘Ndrangheta: i giovani primo baluardo contro malavita

I ragazzi “sono il primo baluardo contro l’illegalità e la malavita, perché hanno scoperto un’alternativa ben più affascinante e convincente dei modelli oppressivi imposti dalla ‘ndrangheta. Questa è la più grande opera di prevenzione. Intercettare le inquietudini dei giovani e accompagnarli nella ricerca del loro posto nel mondo significa strapparli dalla rete della criminalità organizzata, indebolendone la presa sul territorio”, ha poi detto Cartabia.

“Il rinnovamento del Paese – ha aggiunto – avviato anche grazie al Pnrr, guarda alle generazioni future. Ai nostri figli, ai giovani vogliamo consegnare un Paese migliore, pieno di prospettive e di possibilità di realizzazione. Il presidente ha molto sottolineato l’importanza del rapporto tra le istituzioni, anche giudiziarie, e la società civile. Un dialogo aperto che favorisce in modo non secondario il contrasto alla ‘ndrangheta e contiene il suo potere di forgiare la mentalità comune quella mentalità di omertà che vogliamo sconfiggere”.

“Ieri sera ho avuto il privilegio di cenare con alcuni giovani qui a Reggio, radunati, in un immobile confiscato alla criminalità organizzata, intorno ad una associazione che si propone di accompagnarli nel faticoso, e spesso insidioso, percorso della ricerca della propria strada nel mondo. Ho visto giovani – ha proseguito la Guardasigilli – che stanno realizzando i loro sogni professionali, che hanno trovato il loro percorso di studi o la loro occupazione lavorativa, magari dopo anni di sbandamento e di smarrimento. Volti sorridenti. Ragazzi che sanno farsi compagnia e sanno trasmettersi il gusto di restituire agli altri il tanto che hanno ricevuto. Giovani coppie con i loro figli che si affacciano ora nel mondo: tocca a noi preparare le condizioni per un futuro che possano essere una vera possibilità per loro”.  “Uno di loro raccontava di essere stato letteralmente salvato, miracolato, diceva, dall’incontro con questa realtà e strappato dalla sua rabbia, che lo stava indirizzando verso la via della malavita”.

“In mezzo a questi giovani – ha aggiunto – si respira il ‘fresco profumo della libertà’, per prendere in prestito le parole di Paolo Borsellino”. I giovani ha detto Marta Cartabia “sono i veri destinatari del piano di ripresa del Paese in atto, che è appunto il Next Generation Ue. Insieme alle indispensabili indagini, ai presidi di sicurezza, insieme alle necessarie risposte di giustizia dei processi, insieme all’accertamento delle responsabilità per i crimini e ai ristori per le vittime, non si interrompa mai, per un radicale ed effettivo contrasto ad ogni forma di criminalità organizzata, quel lento, delicato ma fondamentale lavoro di semina di una cultura diversa che passa attraverso la formazione dei giovani, vero argine alla malattia della corruzione, del sotterfugio e del sopruso”.

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