Nella II Domenica di Quaresima, dalla finestra del Palazzo Apostolico che affaccia su Piazza San Pietro, Leone XIV ha guidato la preghiera dell’Angelus ponendo al centro la Trasfigurazione del Signore. Commentando il brano di Vangelo secondo Matteo, il Santo Padre ha invitato i fedeli a contemplare Cristo tra Mosè ed Elia, compimento della Legge e dei Profeti. La luce che avvolge il Figlio amato anticipa la Pasqua e diventa promessa di risurrezione per ogni ferita della storia, richiamando ciascuno a un tempo di silenzio, conversione e rinnovata speranza. Leone XIV infine, ha lanciato un forte appello per la pace nel mondo.
Le parole del Santo Padre
Oggi il Vangelo della liturgia compone per tutti noi un’icona piena di luce, narrando la Trasfigurazione del Signore (cfr Mt 17,1-9). Per rappresentarla, l’Evangelista intinge il suo stilo nella memoria degli Apostoli, dipingendo il Cristo tra Mosè ed Elia. Il Verbo fatto uomo sta tra la Legge e la Profezia: egli è la Sapienza vivente, che porta a compimento ogni parola divina. Tutto ciò che Dio ha comandato e ispirato agli uomini trova in Gesù manifestazione piena e definitiva. Come nel giorno del battesimo al Giordano, così anche oggi sul monte sentiamo la voce del Padre, che proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato», mentre lo Spirito Santo avvolge Gesù di una «nube luminosa» (Mt 17,5). Con tale espressione, davvero singolare, il Vangelo descrive lo stile della rivelazione di Dio. Quando si fa vedere, il Signore mostra la sua eccedenza al nostro sguardo: davanti a Gesù, il cui volto brilla «come il sole» e le cui vesti diventano «candide come la luce» (cfr v. 2), i discepoli ammirano lo splendore umano di Dio. Pietro, Giacomo e Giovanni contemplano una gloria umile, che non si esibisce come uno spettacolo per le folle, ma come una solenne confidenza. La Trasfigurazione anticipa la luce della Pasqua, evento di morte e di risurrezione, di tenebra e di luce nuova che Cristo irradia su tutti i corpi flagellati dalla violenza, sui corpi crocifissi dal dolore, sui corpi abbandonati nella miseria. Infatti, mentre il male riduce la nostra carne a merce di scambio o a massa anonima, proprio questa stessa carne risplende della gloria di Dio.
Il vero volto di Dio
Il Redentore trasfigura così le piaghe della storia, illuminando la nostra mente e il nostro cuore: la sua rivelazione è una sorpresa di salvezza. Ne restiamo affascinati? Il vero volto di Dio trova in noi uno sguardo di meraviglia e di amore? Alla disperazione dell’ateismo il Padre risponde con il dono del Figlio Salvatore; dalla solitudine agnostica lo Spirito Santo ci riscatta offrendo una comunione eterna di vita e di grazia; davanti alla nostra debole fede, sta l’annuncio della risurrezione futura: ecco quel che i discepoli hanno visto nel fulgore di Cristo, ma per capirlo occorre tempo. Tempo di silenzio per ascoltare la Parola, tempo di conversione per gustare la compagnia del Signore. Mentre sperimentiamo tutto questo durante la Quaresima, chiediamo a Maria, Maestra di preghiera e Stella mattutina, di custodire nella fede i nostri passi.
L’appello per la pace
Dopo la preghiera, il Santo Padre, ha espresso la sua preoccupazione per quanto succede in Medio Oriente ed Iran. La stabilità e la pace non si stabilisce con minacce reciproche ma con il dialogo. Un appello alla pace anche per il conflitto tra Pakistan ed Afganistan, solo la Pace dono di Dio può sanare le ferite tra i popoli.

