Angelus, Leone XIV: “Il bene dell’amato popolo venezuelano induca a intraprendere cammini di pace”

Il Santo Padre, nel corso della preghiera, ha richiamato l’importanza di conseguire la pace e un futuro sereno per il Venezuela, guardando con speciale attenzione ai più poveri

Angelus di Papa Leone XIV dal Palazzo apostolico (@ Vatican News)

Papa Leone XIV si è affacciato alla finestra dello Studio nel Palazzo Apostolico Vaticano per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro. Nel suo intervento introduttivo, il Santo Padre ha richiamato il significato profondo del Natale e la conclusione imminente del Giubileo della speranza, soffermandosi sul tema dell’incarnazione come fondamento della speranza cristiana e come impegno concreto verso Dio e verso l’uomo, nel segno della fraternità, della giustizia e della pace.

Le parole del Santo Padre

In questa seconda domenica dopo il Natale del Signore, desidero anzitutto rinnovare i miei auguri a tutti voi. Dopodomani, con la chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro, concluderemo il Giubileo della speranza, e proprio il Mistero del Natale, in cui siamo immersi, ci ricorda che il fondamento della nostra speranza è l’incarnazione di Dio. Il Prologo di Giovanni, che la Liturgia ci propone anche oggi, ce lo ricorda: «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). La speranza cristiana, infatti, non si basa su previsioni ottimistiche o calcoli umani, ma sulla scelta di Dio di condividere il nostro cammino, affinché non siamo mai soli nella traversata della vita. Questa è l’opera di Dio: in Gesù si è fatto uno di noi, ha scelto di stare con noi, ha voluto essere per sempre il Dio-con-noi.

La speranza

La venuta di Gesù nella debolezza della carne umana, se da una parte ravviva in noi la speranza, dall’altra ci consegna un duplice impegno, uno verso Dio e l’altro verso l’uomo. Verso Dio perché, se Egli si è fatto carne, se ha scelto la nostra umana fragilità come sua dimora, allora siamo sempre chiamati a ripensare Dio a partire dalla carne di Gesù e non da una dottrina astratta. Perciò, dobbiamo sempre verificare la nostra spiritualità e le forme in cui esprimiamo la fede, perché siano davvero incarnate, capaci cioè di pensare, pregare e annunciare il Dio che ci viene incontro in Gesù: non un Dio distante che abita un cielo perfetto sopra di noi, ma un Dio vicino che abita la nostra fragile terra, si fa presente nel volto dei fratelli, si rivela nelle situazioni di ogni giorno. Verso l’uomo, il nostro impegno dev’essere altrettanto coerente. Se Dio è diventato uno di noi, ogni creatura umana è un suo riflesso, porta in sé la sua immagine, custodisce una scintilla della sua luce; e questo ci chiama a riconoscere in ogni persona la sua dignità inviolabile e a esercitarci nell’amore vicendevole gli uni verso gli altri. Così, l’incarnazione ci chiede anche un impegno concreto per la promozione della fraternità e della comunione, perché la solidarietà diventi il criterio delle relazioni umane, per la giustizia e per la pace, per la cura dei più fragili e la difesa dei deboli. Dio si è fatto carne, perciò non c’è culto autentico verso Dio senza la cura per la carne umana. Fratelli e sorelle, la gioia del Natale ci incoraggi a proseguire nel nostro cammino, mentre chiediamo alla Vergine Maria di renderci sempre più pronti a servire Dio e il prossimo.

La preghiera

Al termine dell’Angelus, il Santo Padre ha espresso vicinanza alle vittime di Crans – Montana e, successivamente ha rivolto un messaggio al popolo venezuelano, sottolineando che, “con animo colmo di preoccupazione seguo gli sviluppi della situazione in Venezuela“. “Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace garantendo la sovranità del paese, assicurando lo stato di diritto iscritto nella Costituzione rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione di stabilità e di concordia con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica”, è l’appello del Pontefice. “Per questo prego e vi invito a pregare affidando la nostra preghiera all’intercessione della Madonna dei Coromoto e dei santi José Gregorio Hernandez, il Suor Carmen Rendides”.

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