Ambulante ucciso, l’aggressore chiede scusa. Il Comune di Civitanova paga il funerale

La Regione Marche annuncia che chiederà di costituirsi parte civile nel processo sulla morte di Alika. Lo annuncia il presidente della Regione, Francesco Acquaroli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:15
Alika Ogorchukwu

“Chiedo scusa alla famiglia della vittima”. Queste le parole di Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, affidate ai suoi legali, dell’uomo accusato e reo confesso della morte di Alika Ogorchukwu, ambulante nigeriano ucciso ieri a Civitanova Marche.

Tra lui e il cittadino nigeriano sarebbe nata una lite perché “l’ambulante chiedeva insistentemente l’elemosina e ha anche tenuto per un braccio la mia fidanzata”. Ferlazzo lavorava da poche settimane in una fonderia di Civitanova Alta.

La regione Marche si costituirà parte civile

Intanto la Regione Marche annuncia che chiederà di costituirsi parte civile nel processo sulla morte di Alika. Lo annuncia il presidente della Regione, Francesco Acquaroli (FdI), sottolineando che “siamo da sempre una comunità solidale, inclusiva e vogliamo rimanere tale, con l’impegno di tutti”.

Il Comune di Civitanova paga il funerale

“Il Comune di Civitanova si è offerto di pagare il funerale di Alika Ogorchukwu, come gesto di vicinanza alla sua famiglia”. A dirlo è l’avvocato Francesco Mantella, legale dei familiari del nigeriano ucciso ieri in corso Umberto I, a Civitanova Marche. Mantella questa mattina è stato ricevuto dal sindaco Fabrizio Ciarapica, insieme alla moglie della vittima e ad una rappresentanza della comunità nigeriana.

“La moglie cercava conforto – ha detto il legale – e lo ha trovato. Il sindaco si è attivato per pagare le spese del funerale e si attiverà per far avere alla famiglia anche un sussidio dopo. Per questo si interfacceranno i servizi sociali di San Severino, dove la coppia viveva, e quelli di Civitanova Marche”.

L’avvocato ha poi ricordato che Alika mercoledì scorso era felice “perché gli avevo comunicato che gli avrebbero rinnovato il permesso di soggiorno, è stata l’ultima volta che l’ho visto, l’ho lasciato con il sorriso”. Mantella ha già nominato due consulenti di parte per l’autopsia sulla salma del nigeriano morto. “Sono Stefano e Francesca Tombesi – ha detto il legale – vogliamo seguire ogni sviluppo perché ci sia giustizia. È chiaro dai filmati che circolano che l’aggressore non ha avuto un minuto di esitazione nel fare quello che ha fatto. Un gesto orientato chiaramente a sopprimere la vittima. Dai filmati lo chiama “pezzo di m….” Non può esserci ipotesi diversa dell’omicidio volontario. Mi chiedo se Alika fosse stato italiano? Come si sarebbe atteggiato? Avrebbe reagito allo stesso modo? Alika era un padre di famiglia, non aveva arrecato fastidio. Non è incidente di percorso – sottolinea l’avv. Mantella -, quella persona trasudava rabbia e la cosa grave è che nessuno è intervenuto dandogli un calcio o una spinta per fermarlo o tirarlo via. Su una panchina in quel momento c’è un signore che si volta dall’altra parte e se ne va”.

La comunità nigeriana: “Perché non avete reagito?”

A Civitanova Marche si è tenuta stamane una manifestazione della comunità nigeriana, con la partecipazione della moglie di Alika, Charity Oriachi. I manifestanti hanno bloccato un angolo della strada che conduce alla piazza. Molti sono arrabbiati per la mancanza di reazione da parte dei cittadini, scrive TgCo24, che non sono intervenuti per dividere Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo dall’ambulante, limitandosi a riprendere la scena con i telefonini. Qualcuno ha gridato anche insulti contro gli italiani suscitando le proteste di alcuni commercianti.

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