Adolescenti e Intelligenza Artificiale: i rischi e le opportunità di un utilizzo crescente

In occasione del Safer Internet Day Telefono Azzurro e Unicef richiamano il ruolo educativo degli adulti nell’era digitale

Adolescenti. Foto @ Filmbetrachter da Pixabay

La diffusione sempre più ampia dell’Intelligenza Artificiale tra bambini e adolescenti pone nuove sfide educative e sociali. In occasione del Safer Internet Day 2026, Telefono Azzurro e Unicef accendono i riflettori sugli effetti dell’IA sulla salute mentale dei più giovani e sulla necessità di una guida consapevole da parte degli adulti. I dati mostrano un utilizzo crescente dei chatbot tra i ragazzi, accanto a benefici percepiti e rischi emergenti che richiedono attenzione, responsabilità e un accompagnamento educativo costante.

I dati

La diffusione sempre più massiccia dell’Intelligenza Artificiale tra le nuove generazioni chiede un’assunzione di responsabilità da parte degli adulti. Alla vigilia del Safer Internet Day 2026 Telefono Azzurro ha richiamato l’attenzione sulla salute mentale dei ragazzi fruitori dell’IA, mentre l’Unicef ha stilato 9 consigli per i genitori per continuare ad essere educatori anche in quella che definisce ‘l’era dell’IA’. Telefono Azzurro ha ricordato che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 1 adolescente su 7 (14%) tra i 10 e i 19 anni sperimenta un disagio psichico, spesso non riconosciuto né trattato e che 1 adolescente su 5 dichiara di sentirsi solo, con percentuali più elevate tra le ragazze. Dagli studi è sempre più evidente, ha fatto notare Telefono Azzurro, una correlazione tra uso problematico dei social network e sintomi ansiosi e depressivi, alimentati dal confronto sociale, dalla paura di esclusione e da sentimenti di inadeguatezza. Secondo i dati di una indagine promossa da Telefono Azzurro in collaborazione con Ipsos Doxa su ragazzi tra i 12 e i 18 anni, nel 2025 il 35% dichiara di utilizzare strumenti di IA (come ChatGpt) tra le attività online svolte più frequentemente. La conoscenza dei chatbot IA è molto elevata: il 74% del campione afferma di conoscerli e, dopo una breve spiegazione, il 75% dichiara di utilizzarli. ChatGpt risulta il chatbot più utilizzato (83%), seguito da Gemini (36%), Meta AI (27%) e Microsoft Copilot (7%).

Le evidenze

Se l’impiego principale dei chatbot resta legato allo studio, ai compiti e alla ricerca, emerge anche che il 14% dei ragazzi dichiara di rivolgersi spesso per ricevere consigli personali, mentre il 34% lo ha fatto almeno qualche volta. Dal punto di vista emotivo, l’interazione con i chatbot suscita prevalentemente curiosità e divertimento, ma il 23% dei ragazzi dichiara di essersi sentito non giudicato e il 16% meno solo. Solo il 9% riferisce un’esperienza insoddisfacente. Accanto ai benefici percepiti, emergono anche i rischi. Il 40% dei ragazzi segnala una possibile riduzione del pensiero critico, il 35% una diminuzione delle relazioni sociali reali, il 33% il rischio di confondere realtà e finzione, il 25% la possibilità di sviluppare dipendenza.

I consigli

Quanto al prontuario per i genitori, il primo consiglio dell’Unicef è quello di ‘iniziare presto’ ad introdurre l’Ia nel mondo dei più piccoli spiegando in modo semplice come funziona, seguito da “tenere presente i rischi”. Tra gli altri sette suggerimenti dell’Unicef, c’è ‘mantenere l’Ia nella giusta prospettiva’ perché ‘ciò che conta di più è l’ambiente in cui i bambini crescono e prosperano. Le relazioni, le routine e gli interessi vengono prima di tutto”.

Fonte Ansa

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