La scomparsa di Vittorio Messori lascia un vuoto profondo nel panorama culturale e spirituale italiano. Attraverso i suoi scritti, ha saputo rendere la fede accessibile, concreta e radicata nella vita quotidiana, parlando a credenti e non credenti. Il suo pensiero ha attraversato generazioni, offrendo risposte autentiche ai grandi interrogativi dell’esistenza. Nel suo ricordo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ne sottolinea il valore di testimone credibile e appassionato della verità cristiana nel nostro tempo.
Il ricordo del sottosegretario Mantovano
Vittorio Messori non è stato solo un grande apologeta: lo straordinario successo delle sue opere, che hanno costellato il cammino di mezzo secolo della cultura italiana, deriva dall’aver egli saputo descrivere la fede come qualcosa di concreto, di vivo, di incarnato, lontano da astrattismi e da ideologismi. Che milioni di lettori, dentro e fuori i confini nazionali, abbiano «divorato» i suoi scritti è la riprova di quanto anche oggi, in un contesto così secolarizzato, sia grande la domanda di verità sull’uomo e su Dio: a questa domanda Messori ha fornito risposte, spaziando dai fondamenti alle opere della fede. Di questo devono essergli grati non soltanto i cattolici, ma tutti coloro che sentono forti in sé gli interrogativi cruciali sulla vita e sulla morte.
Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

