Abusi di autorità nei conventi, il dossier di Civiltà Cattolica

Inchiesta realizzata dalla rivista dei gesuiti "Civiltà cattolica": "Non mancano casi di abusi di coscienza da parte delle formatrici"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:08

Agli “Abusi di autorità nella Chiesa. Problemi e sfide della vita religiosa femminile” dedica un dossier Civiltà Cattolica nel quaderno in uscita sabato. La gestione patrimoniale di un istituto come proprietà personale è “un tasto doloroso di alcune congregazioni femminili“. La complicità fra la superiora generale e l’economa (anch’essa di fatto a vita, nonostante i limiti dell’età) finisce per consentire il controllo completo dei beni”. Il messaggio che viene dato è che “governare è sinonimo di privilegio, a scapito dei più deboli”, mentre la casa religiosa “più che come una comunità, viene vissuta come una prigione”. Con l’esito che questi stessi istituti “non hanno più vocazioni in Italia da oltre 50 anni. Sarà forse un caso?“, si chiede la rivista dei gesuiti in un’approfondita inchiesta giornalistica.

Abusi nelle congregazioni religiose

Essere superiora, in certi casi, “sembra garantire privilegi esclusivi, come usufruire delle migliori cure mediche”. Mentre chi è una semplice suora “non può neppure andare dall’oculista o dal dentista, perché ‘si deve risparmiare‘”. Gli esempi “riguardano purtroppo ogni aspetto della vita ordinaria“. Civiltà Cattolica rileva anche “la tragica condizione” di quante non ce la fanno e abbandonano la vita religiosa. “Il problema è diventato così grave che papa Francesco ha deciso di costruire una casa per coloro che, soprattutto straniere, non hanno un posto dove andare“.

Capitoli pilotati

Diverse le superiori che una volta elette non vogliono lasciare il proprio posto fino alla morte: “In una Congregazione (attualmente in fase di commissariamento) – si legge – la medesima suora è stata consigliera generale per 12 anni, successivamente superiora generale per 18 anni, ed è riuscita a farsi eleggere di nuovo vicaria generale, ‘pilotando’ il capitolo, per poter continuare a governare di fatto negli anni successivi”.

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