GIOVEDÌ 23 GENNAIO 2020, 11:15, IN TERRIS

GEMELLI

Bassetti: "No a una sanità per i poveri e una per i ricchi"

All'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Cattolica, il presidente della Cei mette in guardia da "servizi differenziati per aree geografiche"

GIACOMO GALEAZZI
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I

l cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha inaugurato oggi l'anno accademico della sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, affidando "al Signore le fatiche e le gioie dell’attività accademica" ed esprimendo "a titolo mio personale e di tutto l’episcopato italiano, la più sentita vicinanza a questa importante istituzione accademica a cui la Chiesa guarda con ammirazione, seguendola con affetto e premura". 


Il carisma di padre Gemelli

Il porporato richiama  l’importanza del servizio educativo svolto dall’Università Cattolica. "Fin dalla sua origine padre Gemelli ha pensato l’ateneo come un luogo dove i giovani vengono accompagnati in un percorso di formazione integrale e non solo nell’apprendimento tecnico-scientifico- sottolinea il leder dell'episcopato italiano-. Se questo approccio era valido nei decenni passati, oserei dire che ai nostri giorni lo è ancora di più". Davanti al "progressivo affievolirsi dei tradizionali riferimenti educativi, dalla famiglia alla scuola fino alle diverse realtà di aggregazione giovanile", la comunità ecclesiale sente, "con maggiore gravità e urgenza, la necessità di farsi prossima nei confronti delle nuove generazioni". A partire dal Concilio Vaticano II è  cresciuta l’attenzione verso i giovani, ma "è tale la complessità della sfida educativa che Papa Francesco ha sentito l’esigenza di rinnovare e rendere ancora più intenso l’impegno nei loro confronti". Secondo il presidente della Cei, "l'indizione, la celebrazione e le conclusioni del Sinodo dedicato ai giovani ne sono una chiara testimonianza". Le parole con cui il Pontefice "non si stanca di esortare i giovani al discernimento, allo slancio generoso, alla creatività e alla santità per occupare il posto che spetta loro nel mondo e nella Chiesa", sollecitano tutta la comunità accademica ad "intensificare e rafforzare l’impegno per dare ai giovani gli strumenti e gli ambienti più idonei alla loro crescita umana, cristiana e professionale".


La missione dei cattolici 

"L’ateneo dei cattolici italiani ha saputo interpretare con operoso dinamismo e indubbia competenza la passione educativa della Chiesa verso le nuove generazioni mettendo in campo una proposta formativa che oggi si colloca ai vertici dell’eccellenza accademica del Paese- afferma il cardinale Bassetti-. I giovani assieme alle loro famiglie riconoscono e apprezzano l’offerta formativa dell’ateneo. Da tutto il Paese arrivano giovani che guardano all’Università Cattolica del Sacro Cuore come ad un'opportunità straordinaria per la loro vita e la loro formazione". Basta pensare, sottolinea il capo della Chiesa italiana, alle "tante migliaia di giovani che concorrono per accedere alle poche centinaia di posti disponibili per i corsi di laurea in questa facoltà di medicina e chirurgia". Un tale apprezzamento, "meritato e incoraggiante", richiede da parte di tutti "ancor più consapevolezza della sete che c’è, tra i giovani e non solo, di una scienza unita alla sapienza, di una ragione illuminata dalla fede, di una professionalità che non sia mai disgiunta dalla solidarietà". Aggiunge bassetti: "Per molti aspetti il cammino che si è realizzato in questa sede romana, dove ha preso forma quello che Gemelli amava definire il “sogno della vita mia”, ci dice quanta strada è stata fatta, ma anche quanto grandi sono le sfide che i giovani devono affrontare". 


Alla ricerca di senso

Il porporato si rivolge alle diverse componenti dell'ateneo: "Vi incoraggio a rinnovare e rafforzare il vostro impegno nella consapevolezza che per educare servono maestri che siano anche e soprattutto testimoni, come insegnava Paolo VI: "L'uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni". Per molti giovani, che sono alla ricerca di senso e di ideali per la loro vita, l’incontro con professori preparati e motivati può essere decisivo per la loro maturazione e il loro discernimento vocazionale". Quindi, prosegue il porporato, "quanto grande è la vostra responsabilità, cari docenti, e quanto bene potete fare nel progresso della scienza e, soprattutto nella responsabilità educativa: non deludete i giovani con insegnamenti fatti senz’anima e passione o con stili di vita contraddittori". Se oltre alle alte competenze scientifiche, "saprete trasmettere valori autentici, umani e cristiani, e senso vero dell’esistenza, vi saranno riconoscenti per tutta la vita". Alla formazione integrale degli studenti "concorrono in modo determinante gli ambienti in cui i giovani vivono e attraverso cui sono accompagnati nella crescita umana e spirituale".


Cultura della sanità

"La domanda di salute è al primo posto nelle aspettative della popolazione così come la spesa pubblica in ambito sanitario è tra le più rilevanti- sostiene Bassetti-. In questo contesto la facoltà di medicina e chirurgia con il suo policlinico universitario a cui si aggiungono i corsi di laurea in economia sanitaria, rappresentano un riferimento importante. E non solo per la comunità accademica". In questa sede romana dell’ateneo, infatti, "si formano medici, personale sanitario ed economisti di un settore tra i più importanti in ordine al bene pubblico e alla vita del Paese". Quindi, secondo il leader dei vescovi italiani, "dobbiamo essere grati al Signore per la competenza scientifica e il rigore morale di coloro che hanno contribuito allo sviluppo di questa realtà, ma dobbiamo essere anche consapevoli di aver ereditato uno straordinario presidio di cultura sanitaria in cui formazione, assistenza, ricerca scientifica e buona amministrazione concorrono in modo organico a fare di questo luogo accademico-sanitario una eccellenza del Paese". Il mondo della sanità, precisa il porporato, "vive tensioni molto forti e in alcuni casi laceranti". Perciò "dobbiamo gestire la rapidità dei progressi tecnologici e scientifici che generano grandi aspettative, ma spesso risulta difficile tradurli in prassi assistenziale per gli alti costi e anche per la rapidità delle stesse innovazioni".


Spesa sanitaria

"Il tema della sostenibilità della spesa sanitaria diviene ogni giorno più complesso e alimenta la tentazione di rompere quel patto di solidarietà nazionale che fa della sanità uno degli elementi di maggiore equità nel Paese- sottolinea il presidente della Cei-. Il rischio di una sanità a più velocità e di servizi differenziati per aree geografiche è già, purtroppo, una triste realtà per molti". E "lo dimostrano i dati sulla mobilità sanitaria e sulla rinuncia a curarsi per motivi economici e carenza di servizi da parte di molti, soprattutto anziani". Non meno preoccupante, secondo il porporato, è "l’affermarsi di una visione radicalmente individualista ed eugenetica dell’esistenza che porta a relativizzare il bene della vita, soprattutto nelle fasi iniziali e in quelle terminali, e oggi anche di fronte a condizioni di vita non ritenute degne o sostenibili". Dunque, evidenzia l'arcivescovo di Perugia, "il recente dibattito attorno a fatti di cronaca e agli interventi della Corte Costituzionale mettono in evidenza l’assoluta necessità di un confronto culturale e di scelte coerenti in ambito sanitario che sappiano garantire la deontologia della professione medica e nello stesso tempo riconoscere la dignità di ogni vita umana tutelandola dal concepimento al suo termine naturale". È davvero alto "il rischio di trasformare la professione medica da un esercizio di responsabilità deontologica focalizzato sul servizio alla vita e alla salute ad un’attività di mera “prestazione d’opera” a richiesta del paziente". È compito "primario e ineludibile" per un ateneo cattolico dare il proprio contributo affinché "l’approccio al tema della sanità avvenga all’interno di una cultura della solidarietà e della collaborazione tra medico e paziente, nell’ottica dell’alleanza terapeutica, evitando di scivolare nelle derive pericolose di una visione eugenetica ed eutanasica, o peggio ancora in quella che Papa Francesco non esita a definire cultura dello scarto”, puntulizza Bassetti.

 

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