Vaccini: lo sfogo di una cattolica delusa

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Spettabile redazione,

mi sono sentita accolta, confesso in modo inaspettato, nell’avermi prestato attenzione alle considerazioni scritte nel leggere quanto da voi pubblicato sulle vaccinazioni. Mi permetto ancora di esprimere alcune considerazioni.

Sono molto rattristata per le modifiche che la Pontificia Accademia Pro Vita, ha fatto il 31 luglio scorso, dopo l’approvazione in Senato del decreto Lorenzin sulla obbligatorietà di dieci vaccini.

Questo testo mi ha procurato tanto tanto dolore perché ho ravvisato molta superficialità da parte di chi (Chiesa Cattolica, alla quale appartengo con gioia e gratitudine al Signore) dovrebbe essere un faro su tematiche teologiche, etiche e morali.

Il problema morale è di chi ha fatto l’aborto, io sono antiabortista, sostengo il Progetto Gemma e come Centro Italiano Femminile raccogliamo denaro da devolvere al Centro d’Aiuto alla Vita di Alessandria e Casale Monferrato.

Dico questo perché sia chiaro come la pensiamo io, mio marito e i miei figli. Trovo immorale che si iniettino vaccini coltivati su materiale umano e animale a bimbi di tre mesi di età correndo il rischio di danneggiare il sistema immunitario con danni a volte irreversibili. A tre, a cinque, a undici mesi, nessun bimbo in Italia corre il rischio di contrarre il tetano o l’epatite.

Si dovrebbe rivedere il calendario vaccinale e mettere a disposizione vaccini singoli e puliti.  Fare test pre vaccinali, perché il vaccino viene iniettato in soggetti che uguali non sono. Si dovrebbe anche fare educazione sanitaria per rafforzare il sistema immunitario del bimbo già dal concepimento, durante la gravidanza con una corretta alimentazione e salutari stili di vita della mamma in attesa.

Ad esempio tutti gli operatori dovrebbero sostenere l’allattamento perché è un diritto della madre allattare e del bambino essere allattato; le mamme purtroppo sono poco sostenute nel compiere un atto così naturale. Un famoso medico diceva che la gravidanza non finisce con il parto ma con l’allattamento.

Un decreto legge un governo lo emana in caso di emergenza ma, non c’è nessuna emergenza sanitaria, c’è stata l’urgenza di tramutare in legge ciò che il ministro Lorenzin ha concordato nel 2014 negli Stati Uniti: fare sperimentazione in tema di vaccinazioni in Italia, unico Paese al mondo. Ma le mamme che sentono anche scienziati indipendenti continueranno a lottare per difendere i propri figli.

Anche queste considerazioni le ho scritte di getto, appena ho letto le modifiche della Pontificia Accademia Pro Vita. Grazie ancora per la vostra disponibilità.

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