UE E BANCA MONDIALE AL FIANCO DEI GIOVANI DISOCCUPATI EGIZIANI

ULTIMO AGGIORNAMENTO 6:00

Ue e Banca Mondiale hanno lanciato un programma per incrementare le possibilità di lavoro dei giovani egiziani. Secondo quanto riferisce un comunicato stampa dell’ambasciata europea al Cairo, il piano sosterrà il Fondo sociale per lo sviluppo (Sfd) al fine di espandere le collaborazioni con organizzazioni non governative per sviluppare e realizzare progetti volti a creare concrete opportunità lavorative per i giovani. Il programma fa parte del progetto di investimento per l’occupazione finanziato dall’Ue con lo stanziamento di 69,8 milioni di euro e realizzato dalla Banca mondiale. Secondo le previsioni esso aiuterà oltre 3 mila giovani delle aree più povere dell’Egitto a trovare un’occupazione, sostenendo inoltre iniziative imprenditoriali. I beneficiari avranno la possibilità di ottenere una formazione tecnica, consulenza e servizi finanziari per l’avvio delle loro imprese. Il programma mira inoltre ad incoraggiare una serie di ong selezionate a intessere relazioni con datori di lavoro e altre organizzazioni per rafforzare i loro servizi.

“Siamo molto lieti di sostenere lo sviluppo dei giovani egiziani attraverso la creazione di opportunità di lavoro sostenibili”, ha dichiarato il responsabile delle delegazione Ue al Cairo, James Moran, sottolineando che grazie alla partnership con ong specializzate, i giovani nelle aree più povere dell’Egitto potranno avere accesso a posti di lavoro reali e creare o far crescere le proprie aziende”. Il responsabile dell’Sfd, Medhat Massoud, ha precisato che il Fondo sta lavorando con le organizzazioni in grado di progettare e realizzare progetti basati sulla domanda in linea con le esigenze reali dei datori di lavoro e le opportunità del mercato locale. Secondo Massoud, l’Sfd sta prendendo contatti solo con quelle ong che hanno chiara la situazione dei giovani e soprattutto le loro difficolta’ nell’entrare nel mercato del lavoro.

Secondo il responsabile del programma della Banca mondiale, Afrah al Ahmadi “fornire formazione o altri servizi per i giovani non è sufficiente”, ma è importante concentrarsi su risultati concreti e più precisamente sul numero reale dei beneficiari e su quanti posti di lavoro verranno creati alla fine del progetto. L’iniziativa è stata lanciata nel 2014 e secondo Ahmadi sta mostrando buoni risultati. A partire dal luglio 2015, l’Sfd ha sottoscritto contratti con 13 ong attive in diversi governatorati e impegnate in varie attività come la formazione di personale per il settore della cosmetica, formazione e inserimento nel mondo del lavoro di insegnanti della scuola materna, sostegno nella creazione di piccole aziende agricole. Per il futuro l’obiettivo del Fondo speciale per lo sviluppo e’ quello di estendere la cooperazione con altre organizzazioni.

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