SABATO 07 FEBBRAIO 2015, 000:01, IN TERRIS

Troppe tasse sulla casa

AUTORE OSPITE
Troppe tasse sulla casa
Troppe tasse sulla casa
bonanniLo Stato non ha il becco di un quattrino per fare politiche finanziarie, quelle fatte sull’edilizia privata sono un disastro unico nel mondo. Nessuno tassa la casa come avviene in Italia, è stata bloccata l’edilizia che è lo strumento anticiclico per eccellenza, tutti i fattori di accoglienza degli investimenti stranieri sono fermati. Permanendo questa situazione altro che jobs act, ci vuole coraggio a dire che le norme del mercato sul lavoro produrranno occupazione: in verità non faranno nulla.

Questa è una storia vecchia che più governi hanno portato avanti, perché, probabilmente sentendosi impotenti rispetto ai problemi esistenti, o non avendo voglia di occuparsene, alla fine scelgono la strada più semplice, più suggestionante. Ma da lì non verrà nulla, purtroppo.

A chiacchiere possono occuparsene tutti, però ben pochi in Italia si stanno davvero impegnando in tal senso. C’è un detto francese che fa ben capire la situazione “Quand le bâtiment va, tout va”, ossia quando c’è lavoro nell’edilizia, tutto funziona. Ed è chiaro il perché: l’indotto collegato alle nuove costruzioni abbraccia un po’ tutti i settori dell’economia: cemento, vetro, plastica, legno, porcellane, pavimentazione, tendaggi; lavorano elettricisti, carpentieri, mobilieri, muratori, geometri, ingegneri, ecc. Per non parlare dei trasporti… Questo proverbio coglie l’essenza della funzione anticiclica dell’edilizia, ancor più quella privata quando lo Stato non ha soldi da impegnare per le grandi opere. Dovrebbe stimolare i privati a fare ristrutturazioni delle abitazioni, costruzione di nuove case, ma ciò non succede.

Le gabelle eccessive sulle abitazioni stoppano questo processo; e non esiste Paese al mondo che tassa il bene casa come si fa da noi. E siamo alle solite, lo si fa perché è la strada più comoda per racimolare in fretta i denari che servono a coprire una spesa pubblica drogata da corruzione, dispersione e inefficienza.

Questa è la questione: si colpisce il bene più importante perché circa l’85% degli italiani lo possiede. Lo stesso vale sugli interventi a carico di pensionati e lavoratori dipendenti. E’ tremendo, e di un cinismo incredibile. Così facendo si impedisce a monte ogni possibilità per l’edilizia privata di contribuire allo sviluppo dello Stato. E c’è ancora chi parla addirittura di nuove patrimoniali sulla casa: una vera follia.
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