MARTEDÌ 28 APRILE 2015, 001:01, IN TERRIS

TERREMOTO IN NEPAL, I NUMERI DELLA TRAGEDIA

Si aggrava di ora in ora il bilancio delle vittime, ormai più di 5.000 (ma se ne temono 10.000). Oltre un milione gli sfollati. All'appello mancano ancora 40 italiani

AUTORE OSPITE
TERREMOTO IN NEPAL, I NUMERI DELLA TRAGEDIA
TERREMOTO IN NEPAL, I NUMERI DELLA TRAGEDIA
Un dramma senza precedenti. Secondo i dati al momento a disposizione, ma non ancora definitivi, sarebbero circa 7 milioni le persone colpite in 34 distretti dello Stato del Nepal, 1 milione i senzatetto. 2 milioni sarebbero invece i bambini bisognosi di aiuto. Diverse località risultano isolate e non sono ancora state raggiunte dai soccorsi. Il governo ha stimato, inoltre, che siano circa 400 mila gli edifici distrutti.

Il numero delle vittime del terremoto, che sabato ha colpito il Paese, potrebbe arrivare a 10mila. Lo ha detto il premier del Nepal Sushil Koirala. Una catastrofe senza precedenti che ha distrutto città e villaggi. I soccorsi continuano a scavare tra le macerie e di ora in ora il bilancio dei morti continua a salire. Secondo le ultime notizie sarebbero ad ora sarebbero più di 5.000 ma, purtroppo, è una cifra destinata ad aumentare. Le Nazioni Unite stimano almeno 8 milioni di persone colpite dal sisma (6,6 milioni secondo il Centro nazionale delle operazioni di emergenza, Neoc). Sono quattro gli italiani morti nel devastante terremoto che ha colpito il Nepal sabato. Oltre 300 i nostri connazionali rintracciati dalla Farnesina che però segnala che circa 40 italiani risultano ancora irreperibili.

Inoltre si temono altri 250 dispersi nella valanga che ha colpito il villaggio nepalese di Ghodatabela, non distante dall'epicentro del sisma di sabato. Lo riferiscono funzionari locali. Il villaggio sorge lungo un'area di trekking.

Le quattro vittime italiane sono morte durante due distinte escursioni. Gli alpinisti trentini Renzo Benedetti (60 anni), direttore della scuola di alpinismo di Cavalese, e Marco Pojer, cuoco in una scuola materna, sono stati travolti da una frana a 3.500 metri di quota mentre portavano medicinali a un'anziana nepalese che conoscevano dalle precedenti spedizioni. Mentre i due speleologi del Soccorso alpino, la 50enne anestesista marchigiana Gigliola Mancinelli e Oskar Piazza, sono stati investiti da una frana che ha distrutto il Langtang Village alle pendici dell'Himalaya. Salvi gli altri italiani che si trovavano con le vittime: i due trentini Iolanda Mattevi, in ospedale con l'avambraccio e un dito fratturati, e Attilio Dantone, illeso; e poi lo speleologo genovese Giovanni Pizzorni e il marchigiano Giuseppe Antonini. Paura passata anche per la bergamasca Nadia Fracassetti e per il 23enne scalatore di Verona, Giovanni Cipolla, dati fra i dispersi: hanno chiamato entrambi casa, stanno bene e cercheranno di rientrare al piu' presto in Italia.

E' stata già avviata la macchina delle organizzazioni umanitarie. Oggi un primo aereo dell'Onu carico di alimenti arriverà nel Paese. L'Oms ha distribuito forniture mediche agli ospedali, ormai al collasso e con i medici che hanno approntato le emergenze in strada, nonostante il rischio di epidemie. Anche gli Stati Uniti rispondono all'emergenza stanziando dieci milioni di dollari per i primi aiuti, le operazioni di ricerca e di soccorso. E la Cooperazione Italiana ha disposto l'invio di un volo umanitario, che partira' dalla base delle Nazioni Unite a Dubai, contenente beni di soccorso e generi di prima necessita'. Il trasporto si aggiunge al finanziamento di 300.000 euro disposto nelle ore immediatamente successive al terremoto, su indicazione del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, a favore della Croce Rossa nepalese.

Il Papa - comunica il Pontificio consiglio Cor Unum, - ha stabilito di inviare in Nepal un primo contributo di centomila dollari per il soccorso alle popolazioni. La somma verrà inviata alla Chiesa locale e sarà impiegata a sostegno delle opere di assistenza svolte in favore degli sfollati e dei terremotati, e vuole essere "una prima e immediata espressione concreta dei sentimenti di spirituale vicinanza e paterno incoraggiamento nei confronti delle persone e dei territori colpiti, che Papa Francesco ha assicurato nel corso del Regina Coeli di domenica 26 aprile". Conferenze episcopali e organismi di carità cattolici, ricorda il "ministero della carità del Papa", sono già ampiamente impegnati nell'opera di soccorso.

 

 
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