GIOVEDÌ 20 OTTOBRE 2016, 000:05, IN TERRIS

Sri Lanka, attivisti donano semi per far ripartire l’agricoltura nelle terre espropriate

MILENA CASTIGLI
Sri Lanka, attivisti donano semi per far ripartire l’agricoltura nelle terre espropriate
Sri Lanka, attivisti donano semi per far ripartire l’agricoltura nelle terre espropriate
Gli attivisti del Nafso (National Fisheries Solidarity Movement) e quelli del Monlar (Movement for National Land and Agricoltural Reform) dello Sri Lanka hanno donato semi di arachidi, fagioli rossi e granoturco agli abitanti di Paanama, cittadina del sud est dell'isola nota anche con il nome di Ceylon.

La speranza è che grazie al loro aiuto, essi possano tornare presto a coltivare i propri terreni con le piante che hanno sempre garantito loro la sopravvivenza: mango, anacardo e vari ortaggi. I terreni agricoli erano stati espropriati con la forza nel luglio 2010: l’allora governo di Mahinda Rajapaska aveva infatti varato un piano di riqualificazione delle aree costiere per attrarre il turismo in crisi a causa della guerra civile.

Nel febbraio 2015 il nuovo gabinetto di Maithripala Sirisena aveva deciso di restituire i terreni ai proprietari poiché erano stati vittime di espropri forzati, ma - dopo mesi di attese - nessun terreno riconsegnato. Per tale motivo gli abitanti dei villaggi hanno occupato le terre di loro appartenenza e ora 36 famiglie vivono accampate per le strade in rifugi di fortuna.

Francis Priyankara Costa, coordinatore del Nafso, spiega l'iniziativa della donazione delle sementi: “quest’anno abbiamo deciso di aiutarli a dare un nuovo inizio alle loro vite e alle coltivazioni. Pescare e coltivare i terreni è l’unica cosa che sanno fare”. Secondo l’attivista, gli abitanti dei villaggi “hanno subito una violazione dei diritti umani. Sono stati attaccati con la forza, e le loro case, terre e proprietà confiscate. Tutto è stato distrutto in una notte”.

Punchiraala Somasiri, leader della Paanam Pattuwa Protection Organisation, ringrazia il Nafso e il Monlar e dice: “Abbiamo la speranza che fra tre o quattro mesi guadagneremo qualcosa da queste coltivazioni. E poi vogliamo continuare”. Per riattivare a pieno regime l’intera gamma di colture nei 37 acri espropriati servirebbero solo un milione di rupie srilankesi, vale a dire poco più di 6mila euro.
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