LUNEDÌ 17 AGOSTO 2015, 18:30, IN TERRIS

SICILIA: ASSEGNATA LA SCORTA A LUCIA BORSELLINO

La decisione sarebbe legata a indagini sulla sanità nella regione, oltre che ai numerosi esposti presentati dalla donna

AUTORE OSPITE
SICILIA: ASSEGNATA LA SCORTA A LUCIA BORSELLINO
SICILIA: ASSEGNATA LA SCORTA A LUCIA BORSELLINO
È stata assegnata la scorta a Lucia Borsellino, ex assessore regionale alla Salute in Sicilia. Il Viminale ha disposto che la figlia del giudice Paolo Borsellino per gli spostamenti usi l’auto blindata scortata da due agenti. La decisione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza ad assegnare la scorta alla Borsellino, secondo quanto si apprende, sarebbe legata alle indagini sulla sanità e anche, ma non soltanto, ai numerosi esposti presentati dalla donna quando era assessore regionale.

In quella veste, Lucia Borsellino, ha fornito ampia collaborazione agli inquirenti, come riconosciuto anche dal capo della Procura di Palermo, all’indomani dell’arresto di Matteo Tutino, ex primario del reparto di chirurgia maxillo facciale dell’ospedale Villa Sofia di Palermo e medico personale del presidente edlla Regione, RosarioCrocetta.

Borsellino si è dimessa dal suo incarico lo scorso 2 luglio. “Vari sono stati agli accadimenti che hanno aggredito la credibilità dell’istituzione sanitaria che sono stata chiamata a rappresentare quindi della mia persona”, scrisse l’ex assessore nella lettera in cui annunciava le sue “irrevocabili dimissioni” dalla carica al presidente Crocetta. “Constato con amarezza – aggiunse – come tali accadimenti abbiano appesantito anche i tempi di raggiungimento di taluni obiettivi di questo governo, nell’ambito della salute e dell’assistenza, che costituivano i capisaldi di un programma peraltro condiviso ancora prima della nascita di questa legislatura”.

Lucia Borsellino citò il caso della piccola Nicole, la neonata morta nel febbraio scorso, e il caso Tutino. Poi è scoppiato il caso della telefonata tra Crocetta e il medico Tutino, rivelata dall’Espresso. Il primario, arrestato per truffa in una precedente inchiesta, avrebbe detto che la donna doveva essere “fermata, fatta fuori. Come suo padre”. La telefonata è poi stata smentita dalla procura palermitana: “Agli atti dell’ufficio non risulta trascritta alcuna telefonata del tenore di quella pubblicata dalla stampa”, ha detto il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, aggiungendo che “i carabinieri del Nas hanno escluso che conversazioni simili siano contenute tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazione di Tutino”.
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