SERVIZI IN CAMBIO DI PACCHI ALIMENTARI, INIZIATIVA DELLA CARITAS A TORINO

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:28

In una comunità sono molte le cose da fare: riordino di ludoteche, pulizia di parcheggi o dell’area bike pride, aiutare persone anziane a fare un trasloco, collaborare alla festa della circoscrizione: il progetto “Fa Bene”, realizzato dalla cooperativa Liberi Tutti con il sostegno della Caritas in tre mercati rionali di Torino, prevede un “pagamento” in servizi per la collettività in cambio di pacchi alimentari. Il progetto ha inoltre ottenunto il sostegno dell’assessore alle Politiche per l’ambiente e lo sviluppo tecnologico, Enzo Lavolta, che pensa di candidarlo tra le iniziative che rendono in capoluogo piemontese “Smart City”.

L’iniziativa è nata 18 mesi fa con un grande finanziamento della Caritas di 25mila euro grazie ai fondi dell’8xmille, e prevede la raccolta di cibo – già pagato – nei mercati e la sua distribuzione a famiglie bisognose, in cambio solo del loro tempo per svolgere attività a favore della collettività, e vengono chiamate “restituzioni”. Queste, vengono concordate durante i “pranzi della restituzione”, tenuti periodicamente in locali delle circoscrizioni, in cui le famiglie beneficiarie dei pacchi alimentare portano qualcosa cucinato da loro”, spiega Deana Balzarino della cooperativa Liberitutti che ha ideati l’iniziativa. I piccoli lavori che si svolgono vanno bene anche per persone con basso livello di istruzione, ma vanno a beneficio di tutto il territorio. Il progetto è oggi attivo in tre mercati rionali di Torino (via Foroni, corso Svizzera e corso Chieti) e altri tre sono in partenza: “Anche se prendiamo il tempo necessario, perchè è importante organizzare bene il sistema delle restituzioni”, sottolinea Balzarino.

Ma c’è di più, nell’Italia della crisi non è sufficiente distribuire pacchi alimentari per far recuperare dignità alle famiglie, occorre anche un lavoro. Infatti, “alcune persone coinvolte nelle restituzioni ora sono uscite dal programma avendo trovato un impiego “ spiega la responsabile di Liberitutti . Grazie al fatto che il progetto ha avuto la capacità di “appassionare delle persone che si sono sentite capaci e utili”. L’iniziativa è un’occasione per far riprendere un’attività lavorativa anche a chi da lungo tempo non ne svolge alcuna: ad occuparsi della raccolta, della logistica e della suddivisione dei pacchi alimentari sono infatti sei persone senza fissa dimora, oppure disoccupate di lungo periodo. In vista c’è anche un ulteriore allargamento del progetto, con un nuovo servizio di inserimento lavorativo per attività innovative nei mercati, sempre con l’obiettivo di “creare comunità”

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