Sciopero dei dipendenti pubblici, Furlan: “Il governo rinnovi subito i contratti dei lavoratori”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:23

“Sono sei anni che questi lavoratori non vedono il rinnovo del loro contratto, hanno perso in media dai due ai quattromila euro che sono davvero tanti”: così il leader della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta a piazza Montecitorio per lo sciopero della Pubblica amministrazione indetto dal suo sindacato. “Con questa giornata – ha detto il segretario generale della Cisl – vogliamo obbligare il governo a riaprire il tavolo contrattuale”.

Il leader dei lavoratori, ha spiegato: “Noi oggi scioperiamo con un obiettivo che è chiaro: il rinnovo del contratto della Pubblica amministrazione. Con una lotta seria all’evasione e alla corruzione e con i tagli agli sprechi, le risorse si possono trovare”. Poi lancia una provocazione ai leader degli altri sindacati, ribadendo, come già fatto nei giorni scorsi: “Contro la crisi, uno sciopero in un Paese che ha già perso 25 punti di produzione industriale non ci sembra la strada giusta: non vogliamo fabbriche occupate ma aperte”.

Allo stesso tempo, però, il segretario generale della Cisl apre agli altri organi rappresentanti dei lavoratori, Cgil e Uil, che per il prossimo 12 dicembre hanno indetto uno sciopero generale: “Sono sempre pronta a riprendere il filo dell’unità, è importante per i lavoratori e per il Paese, ma insieme bisogna condividere merito, obiettivi e percorsi”. Il governo, ha spiegato Furlan, “non può immaginare che gli 80 euro siano sostitutivi del contratto, che è un diritto, è un patto che si fa con i datori di lavoro”.

Non è accettabile, ha sottolineato la leader della Cisl, che “non venga rispettato un patto che le istituzioni contraggono con i lavoratori”. Poi ha concluso, rivolgendosi direttamente al Presidente della Repubblica: “Non basta ascoltare migliaia di cittadini on-line, bisogna ascoltare chi ogni giorno opera nel pubblico e nella scuola. Dobbiamo fare una battaglia di giustizia sociale che riconosca al contratto l’unico modo per continuare a garantire la qualità dei servizi per la cittadinanza” che oggi è assicurata “solo per la volontà e la determinazione dei lavoratori”.

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