Rifugiati siriani, il Pam lancia la raccolta fondi per l’assistenza invernale

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:11

Una campagna di 72 ore per la raccolta di 64 milioni di dollari: è quella lanciata dal Programma alimentare mondiale (Pam) delle Nazioni Unite per ripristinare la fornitura di buoni alimentari ai rifugiati siriani. Dopo la sospensione, per mancanza di risorse, dell’assistenza alimentare ai profughi in fuga dal Paese, il Pam chiede ai donatori un dollaro ciascuno: l’obiettivo è riuscire a fornire aiuto a 1,7 milioni di cittadini oltre e dentro i confini.

“Anche un dollaro può fare la differenza, se sarà donato da 64 milioni di persone”, ha dichiarato il direttore esecutivo del Pam, Ertharin Cousin, per il lancio dell’iniziativa: da quando il conflitto in Siria è esploso, nel 2011, il Pam ha fatto fronte ai bisogni alimentari di circa 1,8 milioni di rifugiati in Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto. Ad annunciare la sospensione delle forniture alimentari era stata, lunedì scorso, la stessa Cousin, secondo la quale “la sospensione del servizio metterà a rischio la salute e la sicurezza di questi rifugiati e potenzialmente potrebbe causare ulteriori tensioni e instabilità nei paesi di accoglienza”.

La sospensione dell’assistenza alimentare del Pam, ha detto il direttore esecutivo dell’agenzia Onu, sarà “disastrosa per molte famiglie che già soffrono”. Le operazioni di emergenza in Siria, spiegano i portavoce dell’iniziativa, ha bisogno di maggiori finanziamenti: fra questi servono subito 64 milioni di dollari, per prestare assistenza alimentare ai rifugiati che si trovano nei paesi ospitanti che confinano con la Siria devastata dalla guerra nei mesi più rigidi dell’anno.

Se arriveranno ulteriori finanziamenti, il Pam ha dichiarato che potrebbe riprendere immediatamente l’assistenza per i rifugiati siriani tramite un sistema di voucher elettronico, che consentirà loro di acquistare cibo nei negozi locali. La sospensione degli aiuti alimentari potrebbe avere effetti particolarmente disastrosi in Libano, dove più di 1,1 milioni di rifugiati siriani, un quarto dell’intera popolazione del Paese, sono suddivisi tra circa 1.700 comunità.

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