GIOVEDÌ 07 MAGGIO 2015, 18:57, IN TERRIS

PROSTITUZIONE: NO ALLA RIAPERTURA DELLE CASE CHIUSE

AUTORE OSPITE
PROSTITUZIONE: NO ALLA RIAPERTURA DELLE CASE CHIUSE
PROSTITUZIONE: NO ALLA RIAPERTURA DELLE CASE CHIUSE
Dopo la proposta di referedum sulla riapertura delle case chiuse presentata dalla Lega Nord il direttore di Interris.it, Aldo Buonaiuto, è intervenuto su Radio Vaticana per discutere dello scottante tema della prostituzione. Riportiamo in integrale l'articolo pubblicato sul sito dell'emittente vaticana.

Prostituzione, Ass. Giovanni XXIII: no a riaprire 'bordelli'

di Fabio Colagrande

"Salvini parla senza conoscere il fenomeno spaventoso della prostituzione. Ragazzine attirate con l'inganno in Italia, con la promessa di un lavoro, minacciate e rese schiave per soddisfare i bisogni di clienti che comprano il corpo di adolescenti che hanno l'età delle loro figlie". Don Aldo Buonaiuto, membro dell' Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e direttore del quotidiano on line ‘In Terris’, commenta con durezza l'iniziativa di Matteo Salvini, leader della Lega, che il 16 e 17 maggio raccoglierà firme, in tutte le piazze italiane, per indire un referendum abrogativo della Legge Merlin, quella che dal 1955 vieta l'apertura delle cosiddette 'case chiuse' e punisce chi sfrutta la prostituzione. Un'iniziativa che si accosta ad alcuni disegni di legge, depositati in parlamento, che vorrebbero regolamentare la prostituzione.

"Per noi è una sofferenza immane - spiega don Buonaiuto - sentire che lo Stato possa diventare il 'grande magnaccia' delle donne schiavizzate. Il nostro fondatore, don Oreste Benzi, ricordava che nessuna donna nasce prostituta ma c'è sempre qualcuno che ce la fa diventare". "Com'è possibile - prosegue il sacerdote - mettersi dalla parte di chi fa diventare la persona, il corpo umano, oggetto di mercato?". "Non staremo fermi a guardare perché è un'ingiustizia che non possiamo tollerare".

"Chiediamo ai nostri parlamentari - prosegue don Buonaiuto - che non vanno d'accordo su nulla ma trovano, guarda caso, un'intesa trasversale nella riapertura dei 'bordelli', di pensare alle loro figlie". "Voi - chiede il sacerdote rivolgendosi ai parlamentari italiani - autorizzereste mai vostra figlia a prostituirsi per strada o in una 'casa chiusa'? Cosa le direste se vi dicesse: 'Mamma, papà ho finalmente trovato lavoro, vado a prostituirmi?'. "E' una vergogna pensare che per rimpinguare le casse dello Stato si possano vendere i corpi degli esserei umani
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