VENERDÌ 21 AGOSTO 2015, 004:15, IN TERRIS

PROGETTO RIPA, COSI'I FRATI MINORI DEL LAZIO ACCOLGONO CHI E' IN DIFFICOLTA'

I destinatari sono migranti, ex detenuti, disoccupati, diciottenni usciti dalle comunità

CLAUDIA GENNARI
PROGETTO RIPA, COSI'I FRATI MINORI DEL LAZIO ACCOLGONO CHI E' IN DIFFICOLTA'
PROGETTO RIPA, COSI'I FRATI MINORI DEL LAZIO ACCOLGONO CHI E' IN DIFFICOLTA'
Migranti, ex detenuti, disoccupati senza casa, diciotteni usciti dalle case famiglia: sono questi i destinatari del progetto Ripa (Rinascere insieme per amore), promosso dai frati minori del Lazio. Sono tre i passaggi che gli ospiti devono attraversare: prima accoglienza, permanenza in fraternità e infine il reinserimento nella società.

Il progetto, ad oggi operativo su 4 comunità francescane (Valmontone, Villa Adriana, Artena e Roma-San Francesco a Ripa). Ha permesso dal 2012 al 2014 l’accoglienza di 178 persone in difficoltà e il reinserimento di 82. “Di migranti ne ospitiamo al momento una trentina: provengono dalla Siria, dal Mali, dal Bangladesh, Pakistan, ma anche dalla Romania e Albania”, racconta Fra Domenico Domenici. I servizi offerti vanno dalle pratiche per i documenti, al lavoro sulla propria interiorità, alla possibilità di un lavoro, al recupero di contatti con parenti e familiari. Ovviamente, “è totalmente gratuito – spiega il frate - a sostenerci sono benefattori, associazioni, gente semplice. Così sperimentiamo quella precarietà bella che cifa confidare nella provvidenza e favorisce il graduale coinvolgimento della comunità locale: alcuni fatto la spesa e passano a lasciarci qualche pacco di pasta, c’è chi prepara per la propria famiglia le fettuccine e ne fa un po’ anche per noi e così via. Le persone piano piano si avvicinano, si conoscono, si prendono per mano e iniziano a camminare insieme”.

La comunità non vuole omologare, infatti “c’è chi gestisce la casa – lavanderia, giardino, orto – chi frequenta i laboratori di restauro mobili, mosaico, pelletteria o crea oggetti religiosi, bigiotteria, bomboniere solidali o chi gradualmente manifesta il desiderio di cercare un lavoro fuori”. A novembre 2014 è stato avviato anche un progetto di semi-autonomia: la casa “il focolare” con l’Associazione San Vincenzo De Paoli. “Un appartamento in zona Prenestina dove, chi ha fatto un percorso di recupero e ha trovato un lavoro, può soggiornare dai 6 agli 8 mesi, con un piccolo contributo e il supporto di un tutor per la gestione della casa”.
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