Oms: in Polonia l’inquinamento atmosferico più alto d’Europa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:15

La Polonia è la “capitale continentale” dell’inquinamento atmosferico. A rivelarlo, i dati diffusi dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) pubblicati sul Financial Times. Secondo l’agenzia speciale dell’Onu per la salute, sono polacche 33 delle 50 città europee nelle quali si registrano i maggiori livelli di smog.

La contaminazione dell’aria è particolarmente sentita nel Sud del Paese dell’Europa centrale, a causa principalmente dal forte utilizzo di carbone e della mancanza di politiche “green” da parte del governo, attualmente guidato dal Presidente della Repubblica Andrzej Duda affiancato dal Primo ministro, Beata Maria Szydlo del partito Diritto e Giustizia.

A causa del forte livello di inquinamento, la Polonia sta violando la direttiva “Clean Air for Europe” – il decreto britannico “aria pulita” – in 46 aree sottoposte a monitoraggio. Esempio allarmante è quanto accaduto, negli ultimi giorni, nella città di Skala, comune del distretto di Cracovia.

In questo piccolo centro urbano-rurale di 10mila abitanti, i livelli di inquinanti hanno sorpassato quelli di Pechino – la città tra le più inquinate al mondo – superando di più di 20 volte i limiti fissati dall’Ue. “Le misure legislative e amministrative assunte per limitare le inadempienze si sono dimostrate insufficienti”, ha affermato la Commissione europea. Per tale motivo, sulla Polonia pende una procedura di infrazione da 900 milioni di euro.

Il Ministero dell’Ambiente polacco riconosce il problema ma dice che la situazione sta migliorando gradualmente grazie alla modernizzazione dei sistemi di riscaldamento e ad altre misure di efficientamento energetico per le abitazioni, nella stragrande maggioranza delle quali le famiglie bruciano ancora combustibile fossile utilizzando caldaie a carbone di vecchia generazione.

Ciò nonostante, l’esecutivo conservatore, guidato dal partito di Beata Szydlo, ha ottenuto di recente il via libera dell’Ue a un piano finanziario per il sostegno all’industria del carbone, in costante perdita. Il presidente Duda ha dichiarato inoltre che il carbone continuerà a essere la “spina dorsale” del settore energetico per molti anni.

Lo smog (contrazione dei termini inglesi smoke (“fumo”) e fog (“nebbia”) è una forma di inquinamento atmosferico nocivo alla salute sia dell’uomo e degli animali superiori – poiché irrita gli occhi e per le vie respiratorie é anche cancerogeno – sia le piante e gli ecosistemi acquatici. Inoltre, per la sua acidità, è in grado di corrodere lentamente edifici e monumenti.

Londra subì una catastrofe ambientale legata allo smog nel 1952: una coltre di nebbia densa e maleodorante avvolse la capitale britannica a partire dal 5 dicembre 1952 e durò fino al 9 dicembre 1952. L’inquinamento atmosferico causò la morte di 12 000 persone, a cui si aggiunsero anche 100mila soggetti ammalatisi alle vie respiratorie.

Per evitare che si ripetesse una simile catastrofe, nel 1956 fu emanato il Clean Air Act (il Decreto Aria Pulita), che introdusse l’uso – dove possibile – di riscaldamento elettrico o a gas e la limitazione della combustione di carbone per ridurre l’inquinamento da biossido di zolfo nell’aria.

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