Ogm: per il Parlamento Ue i singoli Paesi possono vietarli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:30

L’europarlamento si è espresso sulla nuova legge sui bandi nazionali alla coltivazione di Ogm. La Commissione Ambiente del Parlamento Ue ha emendato l’accordo raggiunto dai ministri lo scorso giugno che, secondo Greenpeace, presentava molte lacune e andava contro il precedente voto del Parlamento. “Ci complimentiamo con il nuovo Parlamento europeo che cerca di assicurare ai cittadini un’agricoltura e un ambiente privi di Ogm – ha dichiarato Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia – I parlamentari hanno radicalmente migliorato il testo adottato dal Consiglio che era stato influenzato dalla linea pro Ogm del governo britannico. Il voto di oggi fornisce agli Stati membri basi legali solide per bandire la coltivazione di organismi modificati genericamente dai propri territori, rendendo difficile per l’industria biotech contrastare i bandi nazionali nei tribunali”.

Il Parlamento Ue ha reintrodotto il diritto degli Stati Membri di vietare la coltivazione di Ogm per ragioni di carattere ambientale, e ha limitato il ruolo centrale che i ministri Ue volevano concedere alle aziende biotech durante la predisposizione del bando. Il Parlamento, la Commissione e i governi dovranno ora iniziare i negoziati, al fine di finalizzare la nuova legge nelle prossime settimane. “Ora il ruolo della presidenza italiana sarà decisivo per fare in modo che la proposta non venga annacquata e il testo non si trasformi in un cavallo di Troia durante le negoziazioni in sede di trilogo tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento Ue” ha commentato Ferrario.

Anche da Legambiente sono arrivati giudizi entusiasti. “Salutiamo positivamente la decisione presa oggi a larga maggioranza dalla Commissione Ambiente dell’Europarlamento – ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale – Un provvedimento che consente agli Stati membri di vietarne o meno la coltivazione sul proprio territorio, anche per ragioni di carattere ambientale. L’introduzione del criterio ambientale rappresenta un importante passo in avanti che rafforza e rende più solido il diritto degli Stati membri a vietare la coltivazione degli Ogm. Le prossime settimane saranno cruciali affinché l’Italia, durante il suo semestre di presidenza europea, si impegni per raggiungere un accordo in coerenza su quanto votato oggi dalla Commissione”.

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